Crotone,

Scuola, restituiamo ai docenti il ruolo di educatori e formatori di generazioni

Cari genitori se non sapete fare questo ruolo prendetevela con voi stessi.

L’episodio di Foggia è l’ennesima dimostrazione della guerra scatenata da oltre 20 anni sul ruolo della scuola e dei docenti. Una guerra iniziata dai governi liberisti dell’ex cavalieri Berlusconi. Una guerra che non dovrà fare prigionieri, ma soprattutto dovrà creare un Paese ignorante, mediocre e gestito da poco più che mediocri. Un Paese nel quale studiare e avere una cultura ampia non è un vantaggio, ma un cruccio. Un cruccio per chi vuole nutrirsi di cultura e diventare libero e indipendente dalle idee preconfezionate. Essere acculturati diventa quasi un boomerang, in un mondo in cui la cultura è costantemente usata come zerbino da amministratori e politici che non sanno nemmeno parlare l’italiano, ma guadagnano dieci volte di più di un docente.

Chi si accultura deve fare i conti con la propria coscienza, con il proprio cervello, spesso litigare con sé stesso perché c’è la parte irrazionale, positiva che fa a pugni con quella razionale, del pensiero che diventa oscuro quando si guarda intorno e sente e vede nefandezze di ogni genere.

Un tempo il docente, la prof., il maestro era sacro.

I miei genitori, per esempio, partivano dal presupposto che se la maestra o il porf. ti aveva sgridato, avevi combinato qualcosa per cui valeva la pena sgridarti. Il docente era un’autorità riconosciuta prima di tutto dai genitori. Ora il docente è addirittura diventato il bersaglio preferito per chi pensa di portare a casa quattro soldi (basta vedere alcune denunce).

Ho fatto il docente di recente per un intero anno scolastico e credo di aver capito che la cose più belle di una scuola sono prima di tutto i ragazzi, poi i colleghi bravi e l’amore per l’insegnamento. Quell’amore che il nostro sistema politico-governativo ha di fatto distrutto in tutti coloro che hanno scelto questa professione. Un docente è come il contadino che ogni giorno annaffia le proprie piante e poi raccoglie i frutti. I governi degli ultimi 20-25 anni in Italia, invece, hanno agito nei confronti della scuola e dei docenti, esattamente come il diserbante sulle piante. Prima sono state svilite le funzioni dei docenti, poi sono stati massacrati i criteri di insegnamento e infine di fatto distrutta la loro autorevolezza, permettendo a genitori trogloditi che magari a casa prendono a calci e pugni i figli, di diventare paladini del bon ton scolastico. Ma ci sono anche i genitori acculturati, quelli che fanno di tutto per mandare i figli nelle sezioni “fighe” dove si può imparare di più (pensano loro), spesso con presidi accondiscendenti. Loro sono un altro male della scuola, perché sono bravissimi a dire al docente come si fa il docente, ma il genitore come si fa?

Quanti danni sono stati fatti e quanti ne stanno ancora facendo.

Pensare che il giudice Antonino Caponnetto (maestro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), per esempio, era convinto che “la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari”. E quasi quasi sorge il dubbio che la distruzione sistematica della scuola e del ruolo dei docenti abbia avuto una vera e propria regia.

Viva i bravi docenti, viva le brave professoresse e i bravi professori che formano le generazioni future. Chi di noi non ha nel cuore almeno un docente che gli ha insegnato tanto?

Allora credo che sia arrivato il momento di restituire ai docenti il loro reale ruolo che è quello di aiutare i nostri figli, i nostri ragazzi a diventare persone pensanti e con le menti libera, perché riempite di cultura e di cose da sapere. La scuola è la seconda vita di ogni ragazza e ragazzo ed è lì che si diventa donne e uomini liberi, oppure si resta trogloditi, con genitori trogloditi.

 

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