Crotone,
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Salvini a Crotone, se il popolo dimentica l’oppressore diventa sultano

Un selfie con Salvini

foto: Giuseppe Pipita

Il masochismo è la ricerca del piacere attraverso il dolore, quando questo è psicologico si può parlare di umiliazione.

C’è una cosa che, evidentemente, Matteo Salvini, leader della Lega, ha capito bene: agli italiani (non a tutti per fortuna), ai crotonesi (non a tutti per fortuna), puoi raccontare “la qualunque”, anche di essere il paladino di un popolo e di diritti pur essendo stato in precedenza il tiranno di quel popolo e di quei diritti.

La gente ha la memoria corta e se non ce l’ha così ridotta preferisce far finta di non ricordare perché conviene.

Così ieri mattina il leader del partito che un tempo sputava veleno contro i terroni è giunto al porto di Crotone dove ad accoglierlo c’erano non tanti simpatizzanti e candidati al Consiglio comunale, un gruppo di contestatori e tanta polizia.

E lui è arrivato, tra applausi e insulti, ha recitato il suo copione da quinta elementare al microfono e poi si è concesso a microfoni e selfie.

Ma occorre soffermarsi proprio su quei pochi secondi di assoluto populismo.

Salvini ha parlato di Strada Statale 106 applaudito dai suoi pretoriani crotonesi che, è altrettanto evidente, o non hanno studiato e non hanno coscienza oppure fanno finta per comodità.

Salvini parla della stessa Statale 106 per la quale il Governo Prodi e l’allora ministro delle Infrastrutture Di Pietro misero a bilancio ben 7 miliardi di euro. Dovevano servire per una sorta di autostrada dello Jonio. Caduto il governo Prodi e asceso quello Berlusconi, la Lega, con uno sbraitante Salvini, chiese a muso duro e ottenne che quei 7 miliardi per la strada dei terroni, venissero dirottati per pagare le quote latte dei ricchi e opulenti allevatori del Veneto e del Nord.

Poi come se nulla fosse ha affermato una cosa che anche le pietre sanno essere una bugia: “I migranti che arrivano in Italia e portano il Covid e a Lampedusa vanno in giro per le strade”. A questo è bastata la risposta che in serata è arrivata dal sindaco di Lampedusa a Salvini, ma i crotonesi leghisti hanno applaudito.

Sempre parlando di immigrati ha detto “Basta spacciatori”. E siccome lo ha detto in Calabria ha dimenticato, volutamente, un piccolo particolare. L’organizzazione criminale che detiene il monopolio dello spaccio di droga in Europa è la ‘ndrangheta calabrese, e questo Salvini lo sa bene, ma non fa nessun accenno. Anzi di ‘ndrangheta proprio nemmeno ne parla. E ancora “applausi del pubblico pagante” avrebbe detto De Gregori.

E poi le case popolari prima ai crotonesi, scusate qualcuno sa negli ultimi anni hanno dato case popolari a migranti e non a crotonesi? Così, giusto per capire, magari ci è sfuggito qualcosa.

Insomma al festival delle fesserie, delle omissioni, del populismo più bieco, ha risposto una piccola folla di candidati e simpatizzanti, alcuni davvero imbarazzanti.

E così l’oppressore del Nord, colui che rubava ai poveri per dare ai ricchi (Statale 106 in primis) diventa il sultano osannato, per fortuna da uno sparuto gruppo. Uno sparuto gruppo, però, che pur di vincere si è alleato con “la qualunque”, anche in questo caso.