Crotone,

Pass stampa con cauzione, interviene l’Arcivescovo e rimedia

Diciamocelo pure, i giornalisti italiani non godono di una grande considerazione ultimamente. Certo, però, che fino a questo punto, almeno a memoria umana-giornalistica, negli ultimi trent’anni non si era mai arrivati. Cito testualmente dalla mail arrivata da protocollo@diocesidicrotonesantaseverina.it, spedita con tanto di stemma arcivescovile alle testate giornalistiche giovedì 24 marzo 2016 alle ore 8:46, con oggetto “Accredito ordinazione episcopale di mons. Caiazzo”: “I giornalisti accreditati riceveranno via e-mail aggiornamenti sull’organizzazione della Liturgia d’Ordinazione Episcopale e materiale sotto embargo fino all’inizio della stessa. Il Pass potrà essere ritirato presso l’Ufficio di Cancelleria della Curia Arcivescovile, Piazza Duomo, 19 – Crotone, nei giorni di martedì 29 e mercoledì 30 marzo 2016, dalle ore 9:00 alle ore 12:00, lasciando una cauzione di € 5,00 (cinque euro) che sarà rimborsata al momento della restituzione dello stesso Pass, nei giorni di martedì 5 e mercoledì 6 aprile 2016, dalle 9:00 alle 12:00. Per i Giornalisti fuori provincia, l’ufficio di Cancelleria resterà aperto sabato 2 aprile dalle ore 9.00 alle ore 12.00. Presso il PalaMilone sarà adibita una postazione per gli accrediti last-minutes dalle ore 15.00”.

Ora, a parte gli accrediti “last minute” (senza s) che sembrano più in stile Tripadvisor che manifestazione ecclesiastica, la cosa che appare quanto mai bizzarra e forse unica nel suo genere (almeno in Calabria) è la richiesta di cauzione di 5 euro per il pass.

Lungi da me l’intenzione di tenermi il pass della Curia di Crotone, ma a cosa potrà mai servire questo per valere cinque euro? E a cosa dovrebbe dare accesso oltre alla manifestazione di ordinazione del caro don Pino Caiazzo? A meno che il pass stesso non abbia un valore commerciale, la sostanza non cambia. Una volta ottenuti, come richiesti nel modulo di accredito inviatoci, il nome il cognome, luogo e data di nascita, estremi della tessera dell’Ordine dei giornalisti, estremi del documento di identità, testata, email e telefono, a cosa servirà mai la cauzione per il pass? Ci darebbe accesso al Vaticano? Perché mai dovremmo tenerlo, se non eventualmente per ricordo? E in quel caso, che male farebbe? Senza nulla togliere a don Pino, che stimiamo e con il quale abbiamo avuto modo di lavorare insieme più volte al fianco dei più poveri e degli ultimi, sia in occasione della venuta di Papa Benedetto XVI, sia per la visita dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per l’accredito sono bastati gli estremi della testata e del giornalista. E in quel caso i pass erano semplici tessere di carta plastificata. Cosa saranno mai ora questi pass che “corrono il rischio” di essere trattenuti dai giornalisti?

A metterci una pezza ci ha pensato l’Arcivescovo mons. Domenico Graziano che, evidentemente all’oscuro di quanto stava avvenendo e informato della cosa, nei giorni scorsi prima della conferenza stampa per gli ultimi accadimenti ad Umbriatico, ha comunicato ai giornalisti che sarebbe stato prodotto un nuovo comunicato per gli accrediti stampa per l’Ordinazione di Don Pino.

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