Crotone,
Tempo di lettura: 2m 22s

Occhiuto venga a Crotone, un giorno e una notte in ospedale: poi decida cosa fare per la sanità crotonese

La pandemia sembra non aver insegnato assolutamente nulla, almeno fino ad ora. L’emergenza rimane e in Calabria, a differenza di quello che accade nel resto del Paese, i numeri non diminuiscono, anche se la stragrande maggioranza di persone contagiate dal Covid-19 non sono “malate”, avendo sintomi blandi o non avendone proprio in molti casi. Il problema, però, non è la pandemia. Ma quello che rimarrà dopo. O meglio, quello che non rimarrà, visto che di fatto le strutture sanitarie presenti ormai garantiscono “l’essenziale”. E in alcuni casi nemmeno quello.

Fin dal momento del suo insediamento il presidente della Regione Roberto Occhiuto si è mostrato particolarmente attivo sui social media, ne conosce bene il valore e anche l’influenza che questi possono avere nei confronti dei lettori, ormai quasi esclusivamente digitali. Il presidente Occhiuto è spesso in giro per la Calabria. Visita quelle città, per esempio, che hanno una sala di emodinamica, anche due in alcuni casi. Mentre gli oltre 400 infarti annuali dei crotonesi ancora oggi valgono meno degli altri. Ma l’emodinamica è solo una delle “mancanze”, ce ne sono altre, molte altre, che devono essere affrontate. Subito.
Il governatore ha ottimi rapporti a Crotone, soprattutto con chi in questo momento è alla guida dell’Ente Provincia. E allora venga qui, lo si inviti a passare una giornata, ma soprattutto una nottata in ospedale. A vedere con i propri occhi in che condizioni versa una struttura che dovrebbe dare risposte ad un’utenza di 200.000 persone.

Venga a vedere in che condizioni i medici e tutto il personale sanitario sono costretti ad operare, le enormi difficoltà del 118 senza personale, le visite specialistiche che di notte quasi sempre non si possono fare e costringono le persone a corse solitarie e disperate verso altri lidi. Adesso si parla del finanziamento delle Case di Comunità, ben vengano. Ma una casa non esiste senza fondamenta e a Crotone, in questo momento, manca persino il basamento. Venga qui Occhiuto, ci venga per un giorno e una notte intera. E poi decida cosa fare. Oltre all’esternare il proprio lavoro attraverso i social sarebbe bello anche porsi in una situazione di ascolto. Magari di chi, ogni giorno, lotta in corsia con pochi mezzi a disposizione e, spesso, anche contro un’utenza stanca ed esasperata da quelle scelte politiche che hanno ridotto la sanità crotonese nuda di risposte. Altrimenti le parole rimangono slogan, vuoti si senso e di contenuto. I crotonesi meritano rispetto e cure, i professionisti crotonesi meritano invece un aiuto concreto e immediato. Senza perdere ulteriore tempo. Adesso.