Crotone,

Nave da crociera a Crotone, l’archeologia messa sotto i piedi e i tappeti di “pelle umana”

Ci mancavano solo i tappeti di “pelle umana”, come avrebbe detto il buon ragionier Fantozzi. Cosa può essere fatto quando nel porto di Crotone arriva una nave da crociera con 900 passeggeri? Intanto verrebbe da titolare, attenendosi ai vocaboli della lingua italiana, “Crotone, sbarcati 900 extracomunitari”, visto che si trattava nella quasi totalità di americani e canadesi. Detto questo, e mettendo da parte l’ironia, nella giornata di ieri per le vie del centro di Crotone è stato possibile assistere a scene che vanno dal grottesco al paradossale. Il grottesco è principalmente dovuto al fatto che l’appello del Comune per gli esercizi commerciali a restare aperti è stato quasi totalmente ignorato.

Segno che i commercianti, vero e proprio termometro dell’economia di base crotonese, hanno reputato controproducente restare aperti nell’unico giorno di riposo. E se lo hanno fatto avranno avuto le loro ragioni, visto che a nessuno piace perdere soldi, soprattutto in questo periodo e in questa città. È evidente che nelle passate esperienze del genere il gioco non è valso la candela. Cosa vuol dire? Semplice, che i turisti sbarcati dalle navi da crociera non spendono un dollaro, un euro, un centesimo di dollaro canadese. Altrimenti i negozi di Crotone sarebbero stati tutti aperti, secondo la logica base dell’economia.

A questo aggiungiamo le spese per l’accoglienza sostenute dall’Amministrazione comunale con soldi pubblici. E allora la domanda sorge altrettanto spontanea: perché spendere soldi pubblici per turisti che possono permettersi una crociera da quasi 2000 dollari a persona? Per la Viking Sun, infatti, i prezzi delle crociere vanno dai 1.999 dollari a persona (Ionic western Mediterranean) da Barcellona a Roma, fino ad arrivare ai quasi 50.000 dollari a persona per una crociera di 128 giorni che nel 2019 porterà la Viking Sun in giro per 21 Paesi.

E allora giù, pronti con gruppi folk, spremute, cibi tradizionali, e finanche attori in improbabili “abiti greci” che raccontano in inglese la storia di Crotone. Sicuramente un impatto non indifferente, ma cosa ne pensa, per esempio, la Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria di quanto visto e documentato davanti alla chiesa dell’Immacolata in via Risorgimento?

Perché quando arrivano i turisti il nostro provincialismo diventa esasperato ed esasperante, fin quasi a raggiungere il servilismo. Tanto da consentire ad un attore di salire tranquillamente con le scarpe sui resti delle “mura Bizantine” di via Risorgimento (leggi la storia sul sito del Comune di Crotone). Noi non crediamo sia stata una sua iniziativa, ma piuttosto che qualcuno dell’organizzazione gli abbia detto che si poteva fare. Del resto mentre eravamo lì a fotografare, intorno a lui abbiamo notato diverso personale dell’organizzazione.

Il turismo può e deve diventare un volano per l’economia crotonese e, considerato che in questo momento il mare è la più grande autostrada di Crotone, è giusto sfruttarlo. Oltre a competenza e professionalità, però, serve la programmazione e una comunicazione degna di questo nome, che non lasci pensare ai turisti di essere arrivati nell’Africa coloniale, dove con un po’ di perline potevi comprare tutto e tutti, quanto piuttosto in un luogo di grande storia e cultura ancora sepolte. Essere se stessi e non essere quello che gli altri vogliono che tu sia. È davvero così difficile uscire da questo provincialismo e servilismo e trasformare il territorio in un “unicum” a 360 gradi, da portarsi dentro per tutta la vita e magari dire agli amici “vai a Crotone, è bellissima”. Non è nascondendo i cumuli di rifiuti la domenica mattina che i turisti torneranno, ma eliminandoli definitivamente e mostrando loro la realtà di tutto. Occorre trasformare la città di Crotone in un accogliente giardino e in un museo all’aperto. Per fare questo ci vuole lavoro, impegno e visione politica.

Buona crociera a tutti.

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