Crotone,

Dov’è la dignità dei crotonesi onesti?

Crotone e la sua cappa che tutto controlla e che niente fa fuoriuscire. La lettera dei giovani imprenditori del Subvillage, pubblicata su CrotoneNews, dovrebbe essere un pugno in faccia per tutti i crotonesi onesti e che conservano ancora un briciolo di dignità. Questa città è sempre più l’osso spolpato da un branco di cani randagi che cercano ancora di azzannare qualche briciola di carne rimasta attaccata. E i cani randagi sono sempre molto organizzati, sempre tutti d’accordo tra di loro, l’importante è non fare avvicinare altri all’osso da spolpare. Così assistiamo inermi e conniventi al fiorire di logge massoniche più o meno regolari. A gruppi di potere che si riuniscono in una villa piuttosto che in un civico palazzo. E a volte si è anche costretti a sorridere a questi cani randagi perché loro sanno che gli altri sanno, ma l’importante è che nessuno ne parli. Già, tutti sanno a Crotone, lo sanno sempre. Come nel caso dell’operazione Jonny che ha riguardato la gestione del campo profughi di Sant’Anna e la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. “Tanto si sapeva” è la frase che si sente di più in giro per Crotone e la Calabria. Tanto si sapeva. E allora se tanto si sapeva perché emeriti professionisti hanno continuato a prestare le loro opere profumatamente pagate? Se tanto si sapeva perché commercialisti, avvocati, preti, giornalisti, politici, imprenditori cu pal e scupa, imprenditori dei fornelli, imprenditori dello sport, hanno continuato e forse anche cercato un contatto con quei signori? Perché, i soldi non puzzano? Errato, i soldi fatti con disonestà puzzano. Puzzano del sudore delle tasse degli italiani onesti; del sangue degli operai morti sui cantieri per mille euro; puzzano financo delle lacrime dei tanti giovani costretti a partire lontano per sopravvivere. I soldi puzzano. Solo che a molti la puzza non fa nessun effetto, ma se state attenti si sente. Si sente la puzza dei profumi da 500 euro, la puzza dei tanti appartamenti comprati in pochi mesi; si sente la puzza dei salotti buoni e a volte anche degli abiti talari; si sente la puzza della falsità di alcuni esseri. Si sente anche la puzza di chi sulla facciata buona si erge a paladino e promotore di questa povera città, ma se capovolgi la moneta li trovi con i tanti cani randagi a spolpare l’osso. Tanto si sapeva. Certo. Come si sapeva e si sa chi è il signor Enzo Sculco. Cosa rappresenta, qual è il suo modello politico, il suo modo di concepire la gestione della cosa pubblica. Ce lo dice anche una sentenza di Cassazione. Però a Crotone ha vinto le elezioni. Ha vinto il suo modello clientelare nel quale il bene pubblico è solo un incidente di percorso. Ha vinto uno che ha detto: “A Crotone la ndrangheta è letteratura”. E non credo che chi ha votato lo abbia fatto con un’arma puntata alla testa, ma molto più semplicemente perché è un modello che a loro piace, gli garba, ne traggono vantaggi. E non fa schifo nemmeno a una grossa parte del PD che per anni ha cercato di imitarlo senza riuscirci. “Sculco i voti li ha perché ha fatto clientelismo. Sculco i clienti ce li ha” dice uno degli arrestati di Jonny. Una città per avere dei buoni cittadini ha bisogno prima di tutto di persone con la schiena dritta e possibilmente oneste. Poi ha bisogno di guide: un buon Vescovo, un buon Prefetto, una buona magistratura credibile in tutte le sue sfaccettature (penale e civile) un buon presidente di Confindustria (?) e di tutte le associazioni di categoria che volete, un buon sindaco, un buon presidente della Provincia, qualche piccolo intellettuale che sappia leggere i fenomeni e indicare alcune strade, una collettività attenta e partecipe della vita pubblica, una buona classe giornalistica che racconti i fatti per come sono e non li edulcora o li fa sparire per qualche pubblicità o convenzione, per pochi spiccioli insomma.

Ma dove sono i crotonesi onesti? Dov’è la dignità dei crotonesi. Quando la finiremo di fare finta, di “tanto si sapeva”? Ma non siete stanchi di vedere i vostri figli partire e i figli dei soliti noti girare per locali con jeans da 100 euro e bottiglie su bottiglie da bere? Non siete stanchi di sentire quelli del nord che dicono: “Che posto stupendo, peccato che non sapete farlo fruttare a dovere”. Non siete stanchi di avere amministratori comunali assolutamente mediocri che negli ultimi 25 anni non sono riusciti nemmeno a concepire di che morte dobbiamo morire? Non siete stanchi di vedere una città senza 20enni, 30enni costretti ad andare via e piangere ogni giorno? Quando basterebbe che una discreta classe dirigente si battesse fino allo stremo delle forze per poche cose e avesse in agenda politica questo: infrastrutture; facoltà universitarie di alta specializzazione che abbiano a che fare con mare, archeologia, agricoltura e turismo; una città a dimensione di essere umano, dal bambino all’anziano, al disabile. Ma per fare questo ci vuole grande cultura e una immensa umanità.

Non siate stanchi?

Non siamo stanchi?

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