Crotone, 
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Dopo lo spettacolo di oggi dovrebbero essere i crotonesi a “querelarvi”

Qui non si tratta di fare i bacchettoni, ma di fermarsi un attimo a capire quello che continua ad accadere in Consiglio Comunale. Perché se oggi si è toccato il fondo, le riunioni precedenti che si sono tenute nella sala Falcone e Borsellino (sigh!) non sono andate così tanto diversamente.
Innanzitutto partiamo dai fatti: tutti i consiglieri, gli assessori, il sindaco e le persone che avevano facoltà di parola nell’assise di oggi, dovrebbero spiegare quando, esattamente, è stato speso un solo minuto per affrontare una questione, anche minima, di interesse pubblico. Esattamente, la funzione di questo Consiglio Comunale, qual è? Quella di spendere ore e ore ragionando su cambiamenti di casacca, prossimi apparentamenti, inciuci politici fatti “zitti zitti e in piazza” o cercare di capire come affrontare questioni concrete nell’interesse nelle persone rappresentate?

Anche perché, siamo chiari, l’indirizzo politico di questa città lo conoscono tutti: nelle prossime elezioni il sindaco Voce si ricandiderà, ormai ha indossato una maglietta azzurra anche se senza scudetto ufficiale della squadra (per ora), è al fianco del presidente Occhiuto e ne condivide programmi e metodi. E ci sta, non si può rimanere nel civismo per sempre. Ha fatto una scelta e non la nasconde, così come ha dimostato nella conferenza di fine anno.
Per il resto il Partito Democratico rimane quello che è, un partito che almeno in città non riesce mai ad alzare il livello della discussione, soffermandosi su questioni che la maggior parte delle volte sembrano questioni personali, tanto che i comunicati stampa, talvolta, vengono firmati da “alcuni componendi del Pd”. Gli altri proseguono in ordine sparso, non si capisce bene chi sta con quale gruppo davvero. Ambiguità politiche di ogni tipo. Ma ovunque è così, nessuno si meraviglia e chi lo fa scende dal pero.
Quello che però non è possibile accettare, in quella sala che hanno voluto fortemente intitolare ai giudici Falcone e Borsellino, sono i modi e soprattutto i toni: non è un Consiglio Comunale, è una lotta all’ultimo strillo, in cui berciare come ossessi è il modo migliore per accreditarsi di fronte agli altri. E poi si è arrivati al muso a muso, alle urla in faccia, all’intervento dei pacieri per riportare la calma.
Oggi poi sono volate parole di ogni tipo, proprio per questo vorremmo fare un invito ai protagonisti di queste imprese: avete mai provato a rivedervi nelle registrazioni? Siete davvero convinti che le persone che hanno scritto il vostro nome in quell’urna vorrebbero questo?
Ripeto, nessuno vuole fare il bacchettone. Anche perché il Consiglio è democraticamente eletto, chi scrive è crotonese e quindi fa parte a tutti gli effetti di questo circo. Come tutti gli altri cittadini, nessuno escluso.
Adesso le questioni sono due: o la città è questa, oppure a qualcuno sta sfuggendo la situazione di mano. E consentiteci di dire che anche chi amministra dovrebbe avere un atteggiamento diverso, non è possibile rispondere sempre e comunque ad ogni sussulto che avviene dentro e fuori il Consiglio Comunale.
È ormai un mese che la gente legge articoli, post, sfoghi su presunte querele da una parte o dall’altra. Lana caprina, nulla più.
Non abbiamo pubblicato una riga di questa appassionante querelle nei giorni scorsi, ma avendo visto lo spettacolo che avete offerto oggi dovrebbero essere i crotonesi a “querelarvi”, visto che in quell’assise rappresentate tutti. O almeno così dovrebbe essere.
Seguitelo questo consiglio, andate a rivedervi. E poi decidete se è il caso o meno di fare un passo indietro.