Crotone,

Crotone, quell’estate del 13 novembre

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Non è certo una novità, ma vedere gente che fa il bagno a novembre fa sempre un certo effetto. Capita ormai da diversi anni che a Crotone novembre sia uno dei mesi relativamente più caldi. E anche questa domenica 13 novembre non fa eccezione. Temperatura mite, mare calmo, sole che splende e gente che fa il bagno o passeggia nell’acqua. Sembra di stare in un paese tropicale, invece, è Crotone. Quella stessa Crotone che avrebbe bisogno di essere valorizzata nel modo migliore. Alla politica spetta il compito di programmare, proporre e immaginare il futuro attraverso progetti realizzabili e sostenibili.  Alla gente di questo angolo di mondo spetta la battaglia culturale per rendere meraviglioso (anche economicamente) un luogo che gli Dei hanno deciso di rendere magico. Fino ad oggi è successo esattamente il contrario, con una politica divoratrice di soldi e persone e abitanti del luogo sempre più imbrutiti e allergici al gusto del bello. Se c’è una sfida da affrontare è proprio questa. Sono 35 anni che sento parlare di Crotone come città del turismo, dell’enogastronomia, della bellezza e dell’archeologia, ma le classi dirigenti (tutte) che si sono succedute hanno solo badato al proprio sostentamento e alla propria carriera politico-economica. Qualcuno ci sta provando ancora a scalare gli scranni della politica fregandosene altamente delle generazioni future. Possibile che nessuno nota e vede quanti giovani tra i 18 e i 30 anni mancano da Crotone? E stiamo qui a parlare, mentre la natura ci regala il suo più grande spettacolo. E siamo ancora qui a puntare il fucile contro, mentre i soliti noti si ingozzano e le più belle menti abbandonano il campo. Poi una domenica di novembre ti trovi a passeggiare per il lungomare con il sole in faccia, qualcuno che nuota, i bambini che escono in barca e pensi a quello che poteva e potrebbe essere e, invece, non è stato e non è. Lo scorso anno l’estate del novembre crotonese ebbe uno sponsor d’eccezione: la squadra di Ivan Juric che all’improvviso piombò sulla spiaggia per allenarsi, sembrava la festa della Madonna di Capocolonna. Finché lasceremo la nostra terra e il nostro futuro in mano ai mediocri vivremo nella mediocrità. Occorre un salto di qualità triplo con avvitamento. Dai mediocri agli ottimi, dagli ignoranti ai pensatori, dalle fagocitanti belve politiche che non sanno nemmeno parlare l’italiano ai sognatori di futuro per questa terra. La sfida è questa e il mare di novembre ci dice che si deve combaterre e vincere.

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