Crotone,

Crotone, migranti accolti dalla gente: la storia si ripete 17 anni dopo

Era già accaduto. Quanto visto questa mattina sul litorale crotonese tra Isola Capo Rizzuto e Cutro, era accaduto esattamente 17 anni fa. Lo scenario era la spiaggia di Steccato di Cutro ed esattamente come questa mattina, anche allora fu la gente del luogo a soccorrere e rifocillare 50 profughi curdi arrivati con una barca a vela fino alla spiaggia.

Allora come oggi fu una corsa a fornire sollievo a chi aveva affrontato il mare (per molti è il primo incontro con il gigante azzurro), rischiando la vita per provare ad averne una vera. Pane di Cutro, formaggio, acqua, latte, e per i più piccoli profughi aranciata, succo di frutta e cioccolato. Il 3 ottobre del 2001 gli abitanti di Steccato di Cutro, questo lembo di terra del Crotonese, caro a Pasolini, esattamente come i villeggianti e i bagnini di questa mattina, videro solo esseri umani da aiutare. Gli occhi di chi ha sofferto guardavano altri occhi sofferenti e quello che accadde ed è accaduto stamattina è l’umanità che si incontra.

Da queste parti lo spirito Magno Greco è ancora vivo, è viva quella cultura dell’accoglienza dei padri fondatori che usavano una sola parola per dire straniero e ospite “xenos”. Perchè per i greci straniero e ospite aveva lo stesso significato. Di quella grande lezione di civiltà ora ci è rimasta solo la parola “xenofobia” paura dello straniero. Ma sulle rive dello Jonio crotonese lo straniero sarà sempre ospite, soprattutto se ha negli occhi la sofferenza e il dolore. La Calabria resta umana…prima di tutto.

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