Crotone,

Bianchi, Sculco, il Pd & C. La campagna elettorale sull’aeroporto

La campagna elettorale per le politiche 2018 è ormai avviata. La lotta per il potere ha preso il sopravvento su qualunque altro argomento in città e, come al solito, i cittadini la subiscono e sono sempre gli ultimi a rendersene conto. Il primo campo di battaglia sul quale si sta consumando la triste battaglia per un posto in parlamento è l’aeroporto Sant’Anna di Crotone. Le vicende della chiusura dello scalo sono note a tutti: il fallimento della Sant’Anna spa, la creazione della Sagas per volontà di Peppino Vallone e Mario Oliverio, il bando perso da Sagas, e la volontà precisa, chiara ed indiscussa del Governo di smetterla con i teatrini delle partecipate che tanto male hanno fatto alle economie degli enti pubblici al Sud e di andare verso la gestione unica dei tre scali. Questo volevano a Roma e questo si è fatto. Bene da quel momento in poi, siamo alla primavera 2017, il percorso deciso a Roma prima e Catanzaro poi, era uno solo: sistemare i conti e l’amministrazione di Sacal, proseguire con Reggio Calabria e riaprire Crotone, che in quanto ad interesse elettorale (da nessuna parte si fa niente per niente) era decisamente ultimo in classifica. Non si può dare torto in questo ragionamento alla politica, perché al di là dei numeri e degli elettori (sempre di voti tanto si finisce per parlare) Crotone nella questione rimaneva indietro perché era oggettivamente indietro, per una serie di motivi conosciuti da tutti, ma strumentalmente nascosti. Ed è quindi quest’estate che è iniziata la campagna elettorale. Tutti gli schieramenti giocano a “l’aeroporto lo riapro io”, sapendo bene di pungolare gli elettori su un tema assai caro. E se da una parte c’è chi forte della sua posizione politica guarda tutti dall’alto verso il basso, dall’altra parte c’è chi cerca un appiglio per non perdere quota. Certo la possibilità che si torni a discutere nuovamente di legge elettorale non fa dormire sonni tranquilli a nessuno e nemmeno l’urgenza di trovare un partito. Perché se da una parte si va avanti a personalismi, e la cosa appare tanto evidente se si pensa ad una Flora Sculco in maggioranza alla Regione che proprio sul tema dell’aeroporto continua ad attaccare proprio quella giunta della sua maggioranza; dall’altra non si può non considerare che questa legge elettorale complica i sogni di gloria di molti. Il Pd, il partito più ambito fino a qualche mese fa da chi puntava a Montecitorio, perde quota in tutti i sondaggi. E se dovesse finire in Parlamento all’opposizione della circoscrizione di Crotone e Catanzaro quanti parlamentari potrebbe ottenere: 2, 3, 4? E siamo sicuri che gli onorevoli in carica lascerebbero di buon grado il posto nella lista a giovani e rampanti aspiranti onorevoli? E ancora: come si pone il Partito Democratico calabrese nei confronti di questo doppio fronte elettorale che vede al centro la lotta per la riapertura dello scalo crotonese? Di certo dalla parte di Mario Oliverio. E allora ecco che c’è qualcosa che ci sfugge. A che gioco la classe dirigente regionale sta giocando? E in questo quadro c’è un centro destra silente, forse addirittura in coma profondo. Quel centrodestra silente che tanto piace a Dorina Bianchi, che pure governa con il Partito Democratico. Perché è chiaro che la sua lunga ed importante esperienza da parlamentare non può essere messa in secondo piano. E anche qui il tema dell’aeroporto diventa scottante. Il sottosegretario continua a subire attacchi da una parte ed elogi dall’altra. Bianchi contro neri, diremmo in una partita a scacchi. E negli scacchi si sa, l’unica che può fare ciò che vuole è la Regina… Ed il ruolo di regina della Calabria è quello al momento più ambito…

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