Crotone,

A Pasquale Senatore dedicate la via lungo la strada consortile: “La passeggiata di Senatore”

Leggo da qualche parte che si vorrebbe dedicare una via al sindaco Pasquale Senatore «definito – scrivono – il sindaco di tutti». (La ProvinciaKr)

Quello che sto per scrivere probabilmente mi provocherà maggiore impopolarità di quanta non ne abbia già accumulato in questa città.

Conosco tante persone che non si sono sentite per niente rappresentate dal sindaco Pasquale Senatore, quindi partiamo dal dire che forse non risponde proprio a verità che sia stato “il sindaco di tutti”. Ma andando al di là di queste “quisquiglie”, come avrebbe detto Totò, entriamo nello specifico di quanto fatto da questo fantasmagorico sindaco di Crotone. Vediamo se ho capito bene. La città dovrebbe intitolare una via ad un sindaco che, aiutato da qualche suo “illuminato” assessore (altri lo sono stati veramente), ha di fatto devastato il lungomare di Crotone per trasformarlo in una vera e propria trappola. Pendenze fatte al contrario con gli esercizi commerciali allagati ogni volta che viene giù acqua dal cielo. Ma la perla delle perle è stato approvare un progetto che prevedeva l’uso della pietra lavica, in una città in cui d’estate si raggiungono spesso temperature ampiamente sopra i 30 gradi. Non so se avete notato, ma su viale Gramsci molti cittadini si adoperarono per sistemare listelle di legno per potersi sedere senza bruciarsi. E poi le palme al posto dei platani, ovvero il sole cocente per l’ombra di alberi da fronda (vedi piazza Gramsci ora piazza Berlinguer).

Ci ha lasciati un simbolo di morte per simbolo di pacificazione. “Il sindaco di tutti”, infatti, ci ha lasciato in ricordo il gladio, simbolo del XMas di Benito Mussolini e Junio Valerio Borghese, ovvero lo squadrone della morte. Come si può pensare che il simbolo della morte e della barbarie possa essere simbolo di pace?

Le male lingue dicono che le fontane e le rotonde fossero progetti dell’ex Amministrazione guidata da Gaetano Grillo e che il sindaco Senatore li trovò già pronti nel cassetto. Ma a questo non vogliamo credere e diciamo pure che fu la giunta Senatore a farli.

Così come fu la giunta Senatore a varare un piano regolatore disastroso per la città del quale ne paghiamo ancora, amaramente, le conseguenze. I suoi assessori “illuminati” all’Urbanistica fecero partire un piano regolatore che di fatto prevedeva il sacco della zona Tufolo-Farina. Una zona nella quale per quasi tremila anni nessuno costruì, chissà come mai. Ma in quel piano regolatore c’erano anche le variazioni di alcune zone di Capocolonna, quelle che poi la giunta Vallone fece diventare agrituristiche. “Il sindaco di tutti” abbatté una sola casa a Capocolonna, ma, lui come altri, si guardò bene dal toccare le altre. Chissà come mai?

“Il sindaco di tutti”, ma proprio di tutti, fece stampare un calendario senza la data del 25 aprile, giorno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Evidentemente quella data dava molto fastidio al “sindaco di tutti”, talmente tanto fastidio che forse faceva male ricordare i tanti italiani morti e che avevano versato il loro sangue, proprio perché un giorno uno come Pasquale Senatore potesse fare anche il sindaco.

E tralasciamo la sua audizione in commissione parlamentare antimafia.

La ciliegina sulla torta, però, “il sindaco di tutti” la raggiunge con l’inaugurazione in pompa magna, “fulgido piglio di italico e crotoniate mentitore”, della Passeggiata degli innamorati. “Qui – disse Senatore – verranno le coppiette ad amoreggiare” perché è diventato il posto più bello di Crotone. La passeggiata degli innamorati, il sarcofago dei veleni, sulla strada consortile, dietro le fabbriche, esattamente dove poi fu registrata una percentuale alta di radioattività. E dio solo sa cosa altro ci fosse.

«Quando qualche anno fa venne inaugurata, l’allora sindaco Pasquale Senatore, la definì “la passeggiata degli innamorati”. Ma per l’Ufficio della Procura che lo scorso giugno la fece sequestrare dai finanzieri e dagli ispettori del Nisa, quella villetta realizzata lungo il tratto di litorale tra le fabbriche e il mare che costeggia la consortile, potrebbe benissimo essere definita “la passeggiata dei veleni”. Per la Procura sotto quella lunga passeggiata sopraelevata di almeno sette metri rispetto al piano strada, sarebbero stati abbancati anno dopo anno, metri cubi a iosa di veleni prodotti dalle scorie di lavorazione del forno-fosforo dello stabilimento chimico della Montecatini Edison che fino agli anni ’90 produsse fertilizzanti agricoli». “Gazzetta del Sud”.

Ecco se proprio volete dedicargli una via, dedicategli quel pezzo di strada della consortile, che non ha ancora un nome.

Foto Pipita

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