Crotone,

Tesori antichi dal mare di Isola

Un cannone veneziano in bronzo del XVI secolo. Un pezzo pregiatissimo, praticamente unico, finemente decorato e in ottime condizioni, che il mare di Isola Capo Rizzuto ha restituito tre anni fa. Oggi, dopo un primo restauro, è esposto nel museo archeologico di Capo Colonna, in attesa del restauro definitivo. Intanto su questo prezioso reperto ha scritto il professor Gianni Ridelli dell’Università di Genova.
Il cannone, una colubrina in bronzo da 16 libbre, è stato ritrovato da un sub nell’estate del 2013 “nelle acque di località Porticciolo di Capo Rizzuto – ha spiegato l’archeologo subacqueo Francesco Laratta – proprio sotto la Torre vecchia, ad una profondità di 7 metri in località Porticciolo. È in bronzo, e non intaccato da troppe concrezioni, segno che per moltissimo tempo è rimasto sepolto sotto la sabbia. Da allora vanno avanti le ricerche nello stesso sito, che ha restituito oltre 80 reperti compresi tra l’VIII secolo a.C. E il XVI d.C., che ora sono allo studio degli esperti”.
“Dalle losanghe presenti sul fusto – ha aggiunto il professor Ridella – ho capito che poteva trattarsi di un cannone veneziano. La data di fusione, il 1518, è ancora facilmente leggibile. Come l’iscrizione che rivela come il cannone sia opera del noto fonditore veneziano Marco di Conti. Sul fusto è stato individuato l’emblema del committente, il gran maestro dei cavalieri dell’ordine di San Giovanni Fra Fabrizio del Carretto, che l’aveva voluto per fortificare l’isola di Rodi in previsione dell’attacco turco del 1522”. Una delle ipotesi avanzate dagli studiosi è che la colubrina, caduta in mano ai musulmani, sia stata reimpiegata proprio dagli arabi, E che poi sia stata abbandonata a causa dell’esplosione della camera di scoppio. “Il suo ritrovamento-ha spiegato il direttore del museo Gregorio Aversa-testimonia l’importanza di Crotone nel Mediterranea in un momento storico non strettamente legato alla Magna Grecia”

Cannine veneziano

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