Crotone,
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Storia e archeologia, Fondo Gesù e il suo nome legato a San Francesco di Paola

Nel cerchio giallo i resti del Convento

«Forse non è noto che il quartiere crotonese denominato Fondo Gesù prende nome da un’area che originariamente apparteneva al monastero di Gesù e Maria».

A scriverlo sono gli archeologi del “Museo Nazionale di Crotone – Direzione regionale Musei Calabria(Leggi).

«In tale area, – scrivono – posta fuori dalla cinta muraria medievale presso il fiume Esaro – tra via Cutro e le Piane di Acquabona – nel 1460 San Francesco di Paola (festeggiato oggi nell’anniversario della morte), mandò uno dei suoi compagni, il sacerdote Paolo Randacio da Paterno, a fondare un convento sotto il titolo di Jesù Maria. Nel 1519 il monastero ebbe l’onore di ospitare l’immagine della Madonna di Capocolonna che i Frati Minimi custodirono per alcuni mesi prima della traslazione definitiva nella Cattedrale di Crotone».

E continua lo scritto del Museo Nazionale di Crotone: «L’intera area circostante il monastero, per la presenza di acqua sorgiva, era coltivata a giardino e orto. A partire dal Settecento nei dintorni vi furono costruiti numerosi magazzini per granaglie e derrate alimentari; ma era e rimane anche un’area di rilevante interesse archeologico. Già all’inizio del Novecento, infatti, il nobile crotonese Nicola Sculco, nel volumetto “Ricordi sugli Avanzi di Cotrone”, ricorda che, quando il fondo “Il Gesù” era di proprietà dei fratelli Berlingieri, “vi si trovarono vasi, due teste di statue di marmo, una gamba di bronzo di grandezza naturale, diversi tronchi di colonne, capitelli, fregi, tombe, un marmo con iscrizione greca, monete d’argento e rame numerosissime, lucerne e molte pietre lavorate”. Insomma, un’area da rispettare e da tenere in grande considerazione perché centrale nella storia della città!».

Talmente centrale la storia archeologica di questo quartiere che alcuni studi farebbero risalire proprio a Fondo Gesù, nelle immediate vicinanze del Fiume Esaro (all’epoca navigabile), il primo approdo greco, ovvero quello dei fondatori di Kroton. E questo grazie ad una serie di ritrovamenti studiati dagli archeologi (approfondisci qui).