Fin dal 1956, anno in cui venne istituito, il Premio Crotone divenne uno dei più ambiti nel panorama letterario italiano, un punto di riferimento per la cultura del nostro Paese. Il nome della città era legato ad un evento che ha ospitato i giganti della letteratura, un premio che, per un periodo ben definito, trasformò “Crotone nella capitale culturale del Sud”.
Da Moravia a Pasolini, passando per Corrado Alvaro e Rapaci. Tra giudici e premiati il “Premio Crotone” ha vissuto anni di grande splendore, ma negli ultimi anni non è stato più riproposto.
Adesso, considerando anche i diversi eventi che il Comune sta promuovendo negli ultimi mesi, resi possibili grazie soprattutto al contributo di Eni, potrebbe essere il periodo giusto per riproporlo, magari con un progetto in grado di coinvolgere anche le scuole cittadine e un grande evento conclusivo “vecchio stile”, con il premio da assegnare ad una persona che, in una determinata tematica, ad una personalità del mondo letterario, giornalistico, culturale, che si è distinta in campo nazionale e internazionale.
Il Premio Crotone potrebbe diventare un simbolo da cui ripartire, anche dal punto di vista simbolico. Questa è una città in cui quasi sempre, quando si parla di cultura, si fanno riferimenti (sempre gli stessi) al passato, senza tuttavia tirar fuori una idea chiara e definita di quello che si vuole fare veramente. Il tutto potrebbe nascere proprio da un concorso di idee per la realizzazione del premio stesso, che in passato veniva sancito con una somma in denaro.
Insomma, non bisognerebbe inventarsi proprio nulla, ma mettere insieme un po’ di idee e istituzionalizzare di nuovo il “Premio Crotone”, per renderlo l’appuntamento dell’anno nel campo della cultura, inizialmente nella nostra provincia.
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