Crotone,

Iritale su scomparsa Matvejevic: “Ci ha insegnato il nostro essere mediterranei”

Riceviamo e pubblichiamo

“Predrag Matvejevic ci ha lasciati senza poterci salutare e raccontare le ultime vicende della sua vita travagliata.

A Crotone veniva spesso e molto volentieri, consapevole di poter contare su amici veri, e in tutte le circostanze non perdeva occasione per parlare delle contraddizioni di un mondo contemporaneo disattento, che trascurava i conflitti sempre crescenti nel Mediterraneo.

Discuteva continuamente sul conflitto tra immigrazione e realtà, non si dava pace per l’incapacità della politica nel sapere interpretare i pericoli imminenti di una situazione davvero pericolosa per il mondo intero.

Nelle frequentazioni con gli amici di Crotone non mancava mai di interessarci delle torture subite, dell’esilio e della lontananza dalla sua terra.

Siamo stati davvero fortunati ad averlo conosciuto e ad avere potuto apprezzare le sue doti di grande intellettuale, onesto e coraggioso, che con i suoi libri e i suoi romanzi ha dato l’opportunità di conoscere in quale parte del mondo siamo nati e vissuti noi, popoli del Mediterraneo, insegnandoci dove sono custodite la nostra storia e la nostra millenaria civiltà.

Un uomo vero, sincero e forte, che tra asilo ed esilio ha contribuito positivamente a tratteggiare, anticipando i tempi, i conflitti del Mediterraneo, consapevole come era che l’Europa ed i Paesi a sud del Mediterraneo avevano bisogno di un progetto geopolitico per questo grande bacino; una idea, questa, che gli permise di lavorare con Prodi quando questi fu Presidente del Consiglio.

La lucidità di Predrag e la sua minuziosa e articolata conoscenza del Sud dell’Europa lo impegnarono a Crotone per la prima volta a farci scoprire ciò che ci spinge a provare e a ricomporre continuamente il mosaico mediterraneo, a mettere in ordine tante volte l’elenco delle sue dinamiche, a verificare il significato di ciascuna di esse e il valore dell’una nei confronti dell’altra .

Ci ha lasciati per sempre Predrag, ma resterà grande parte di quello che ha praticato e vissuto. A noi spetterà il compito di coglierne l’essenzialità: “l’identità del fare e non dell’essere”. Cosi recitava il Poeta del mare.

Con lui a Crotone abbiamo vissuto delle esperienze bellissime, insieme ad altri scrittori, artisti e musicisti di fama mondiale.

La conoscenza di queste personalità ci ha consegnato la possibilità di relazionarci con esperienze inimmaginabili.

Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare da Predrag l’entusiasmo della conoscenza, l’invito a non arretrare mai, ma ad avanzare credendo in principi e valori essenziali.

Il fervore per un mondo migliore, di pace, contro le torture e la guerra, per favorire l’incontro tra genti che si conoscono da millenni e che oggi non riescono ancora a parlarsi, ha accompagnato il percorso umano e intellettuale di Matvejevic.

Negli ultimi anni Predrag ha sofferto molto per una malattia subdola, che lentamente ha spezzato la sua forza e il suo vigore.

Salutare è semplice, ricordarlo a lungo sarà più difficile senza la sua presenza.

Speriamo che possa riposare tranquillo. Dove?

In un porto, come lui racconta nel Breviario, accanto ai mari, anche se a notevole distanza ci sono i resti dei mari di un tempo. “Nelle città e nel porto i cimiteri di fronte al mare, mi raccontò la prima volta che venne a Crotone per accompagnarlo a Capo Colonna, somigliano alle isole o alle penisole

Sono belli, ripeteva, perché ci sono piantati pini e cipressi insieme, e in certi punti separati”.

Lì si sta più tranquilli, perché i cipressi sono portatori di pace nello spazio che li circonda, e anche di una certa nostalgia.

Se non dovesse trovare spazio in un cimitero di mare o di porto, troverà, speriamo, pace e riposo in altro luogo descritto nel Breviario: “Danel el mazal e etheame a la mar. Dammi la fortuna e gettami in mare, nel Mediterraneo. Lì troverò gli equipaggi con cui ho navigato e i fiumi che ho percorso in solitudine”.

Sergio Iritale

 

 

Tag:,

Aurum