Crotone,

Crotone, “Mi spieghi l’Islam?”: conversazione tra due compagni di Liceo per abbattere i pregiudizi

di Davide Mellace

Ieri ho avuto la possibilità di fare alcune domande interessanti ad una mia amica che ho conosciuto alle scuole superiori: Zahra.

Zahra è una ragazza nata a Crotone, da madre franco-marocchina e da padre marocchino. Lei è musulmana e per questo motivo ho voluto farle alcune domande per fare un po’ di chiarezza sull’Islam, sul terrorismo, sull’Isis e su altri temi per i quali esistono più pregiudizi che verità. Riporto qua sotto le domande e le risposte: Io: Tu sei musulmana, ma il musulmano in cosa crede?

Zahra: L’Islam è la religione islamica ed in arabo “islam” significa “pace”. Il musulmano o meglio “Muslim” in arabo significa sottomesso a Dio, quindi è un fedele di Dio e seguace della Regione islamica. Semplicemente il musulmano crede in un solo Dio che in arabo si dice “Allah”, quindi sfato questo mito, perché molti pensano che Allah sia un’entità malvagia creata dai musulmani, ma in realtà Allah non è altro la traduzione di Dio in lingua Araba, niente di più e niente di meno. Ovviamente un musulmano crede in tutti i profeti come Gesù, Mohammed (non Maometto), Mosè, Isacco Giacobbe, Adamo, Eva ecc… Per noi tutti questi sono profeti che Dio ha mandato per diffondere il suo messaggio di pace.

Io: Allah Akbar cosa significa?

Zahra: Allah Akbar significa “Dio è il più grande”. Molte volte viene tradotto erroneamente in tv in Dio è grande.

Io: Tu dici, giustamente, che Islam vuol dire Pace. Ma se è così, secondo te perché questi militanti dell’Isis uccidono in nome di Allah e dell’Islam?

Zahra: Purtroppo per quanto riguarda questo tema, è molto vasto per potertelo spiegare in quattro e quattr’otto. Però se devo riassumertela, i capi di questa organizzazione a mio avviso, hanno fini economici in primis e ovviamente politici, infatti stipulano molti accordi internazionali con molti Paesi occidentali a fine economico e si nascondono dietro il nome Islam per giustificare i loro massacri. Nella storia si è sempre studiato di quante guerre si siano combattute in nome della religione e purtroppo la storia ogni volta si ripete, ma si ripete in peggio. Per quanto riguarda i militanti e quindi i giovani ragazzi che si sentono che si sono arruolati, purtroppo dovremmo aprire un capitolo enorme in quanto bisognerebbe partire da dove vengono e quale sia la loro situazione. Come ben sai, non ci sono solo arabi che si dicono musulmani nell’Isis, ma si arruolano anche molte persone europee. Inoltre ciò che annebbia questi giovani ragazzi è che molti di loro crescono in contesti di miseria e sfruttamento; il paese stesso non li aiuta e quindi l’unica possibilità che hanno è quella di seguire una setta (se così posso permettermi di definirla) che promette loro non so che tipo di ricchezza. Ovviamente qui parliamo di promesse materiali. Inoltre vorrei precisare, perché è molto importante, nell’Isis la maggior parte sono persone arabe e non musulmane. Molti fanno confusione su questa cosa. Perché essere musulmano significa essere un credente del bene e quindi un seguace di Dio. Una persona araba non è detta che sia musulmana, ci sono molti arabi atei che si arruolano per soldi e vengono considerati musulmani. Molti quando vedono la barba, oppure un arabo, pensano che sia musulmano, ma nei paesi arabi non tutti sono musulmani.

Io: Come noi Cristiani abbiamo la Bibbia, voi musulmani avete il famoso Corano. In tanti dicono che nel Corano c’è scritto che bisogna uccidere chi non professa l’Islam. È vero?

Zahra: No. Il Corano (chi l’ha letto lo sa) riporta molte cose che ci sono nella Bibbia. Le parti in cui vengono riportate che bisogna perseguitare gli infedeli, ucciderli ecc. sono parti di storie e aneddoti che raccontano cosa succedeva in quel periodo storico in cui esisteva il profeta Mohemmed e dunque c’entra nulla con la fede. Purtroppo però per screditare l’Islam molti tagliano la parte storica e lasciano solo quelle frasette, facendo dunque credere che il Corano inciti all’uccisione degli infedeli, non sapendo che quelle frasi fanno parte di lunghi aneddoti di quando c’era la guerra durante il periodo del nostro profeta. Molti fanno confusione anche su cosa sia la jihad, pensando appunto che inciti la persecuzione, ma non è così. Innanzitutto ci sono due tipi di jihad, che in arabo si dicono jihad Kabir e jihad Saghir. Ovvero la grande jihad e la piccola jihad. La grande jihad è quella più importante per un credente musulmano perché si riferisce alla sfera spirituale, ovvero la devozione del credente per Dio mediante preghiere. E poi c’è la piccola jihad inerente alla autodifesa. Ovvero che dice che nel momento in cui un nemico attacca la tua terra tu puoi difenderti respingendolo, ma non attaccando il suo Paese, ma difendendo il tuo Paese nel tuo suolo (e già qui uno comprende come i militanti dell’Isis stiano andando controcorrente). Inoltre se il tuo nemico invasore si arrende lo devi liberare. Ma questa cosa non appartiene solo alla jihad, ma è presente nel diritto internazionale e quindi vale anche per l’ONU.

Io: È difficile per una persona musulmana vivere in una realtà come questa di oggi in cui si pensa che il musulmano sia un essere malvagio pronto a compiere crimini pesanti come l’omicidio di massa. Hai mai subito discriminazioni in base a questi pregiudizi?

Zahra: Mi è capitato, ma ho sempre cercato d’ignorare, anche se è difficile a volte. Nella realtà in cui stiamo vivendo, capisco la paura che una persona può avere, visto che io stessa ho paura e quindi l’unico modo per reagire a questa paura è quella di discriminare l’altro, essendo la via più facile alcune volte. Ma l’unico modo per poter affrontare questa cosa è essere uniti e non lasciare che queste orribili cose ci mettano uno contro l’altro visto che il loro intento è questo, creare paura, odio, caos e disordine.

Io: Quindi, fatta chiarezza sui musulmani e sull’Islam, fatta la precisa distinzione tra militanti Isis e musulmani, vuoi dire qualcosa a chi pensa tutt’oggi che ogni musulmano possa essere un ipotetico terrorista?

Zahra: Credo che siamo tutti dominati dai pregiudizi: contro i poveri o ricchi, gli intelligenti o gli sciocchi, i magri o gli obesi. Tuttavia vorrei rispondere con una frase che mi è sempre piaciuta sin dal liceo e che mi ha sempre incoraggiata durante il mio percorso di studi ma anche di vita, ovvero una frase di Platone che dice: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre”. Credo che sia una frase molto bella da dire, ma che allo stesso tempo è difficile da applicare, vista la paura che avvolge l’essere umano, soprattutto nel contesto in cui ci troviamo oggi, dove l’uomo si fa la guerra ogni giorno e procura tanto male e dolore. Ma appunto perché siamo esseri umani, credo allo stesso tempo in un mondo di solidarietà di fratellanza e di amore. Perché se l’uomo è capace di creare tanto male e differenza, dall’altro canto crea anche molto amore … Peace and love sempre, anche laddove sembra tutto perduto!

Tag:, ,

Aurum