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Crotone, Lucy Mey: “Fateci dipingere la città, rendiamola più bella” (fotogallery murale)

Un sogno, un desiderio: rendere più bella e colorata la città di Crotone. Attraverso i dipinti, i murales, non i soliti scarabocchi, ma veri e propri dipinti sulle pareti di cemento freddo grigie piuttosto che sulle pareti cieche dei palazzi. Un sogno, un desiderio che ha Lucy Mey, al secolo Lucrezia Siniscalchi, studentessa dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, ad un passo dalla laurea.

E come sarebbe bello girare l’angolo di una strada e trovarsi davanti una parete dipinta, colorata e con un’anima, non un semplice muro anonimo. È esattamente quello che accade da qualche settimana se ci si trova a passare da via Scalfaro e si entra nella traversa che unisce questa strada a via A. Daniele. Una gioia, un sole anche quando piove ed il cielo è plumbeo. È lì che Lucy Mey, in collaborazione con la sorella Valentina (in arte Siniscalchi), ha dipinto una parete cieca di un palazzo privato. Non uno scarabocchio o la solita scritta difficile da decifrare, ma un vero e proprio dipinto che raffigura il lungomare di Crotone come era una volta, come in molti, probabilmente, vorremmo che tornasse. Del resto sarebbe bastato poco per abbellirlo, invece, milioni di euro per renderlo impraticabile e con la pietra lavica, roba che nemmeno a Oslo.

Ma torniamo al murale di Lucy Mey e alla voglia di colorare la città.

Come nasce l’idea?

“Tutto è iniziato ad ottobre scorso, quando sono tornata da Catanzaro dove studio all’Accademia di Belle Arti. Avevo voglia di dipingere, uno voglia irrefrenabile, ma per me la tela è riduttiva. Così ho chiesto a mia madre dove avrei potuto avere la possibilità di dipingere e lei, con molta naturalezza, mi disse di andare fuori e dipingere la parete esterna di casa. Una risposta che non mi aspettavo, straordinaria. Una mamma che pur di fare felice la propria figlia accetta di farle dipingere la facciata della casa. Raccontai questa storia sul gruppo Facebook Sei di Crotone se…chiedendo a tutti di contattarmi nel caso avessero avuto dei muri da dipingere. L’ho fatto con lo spirito di dare un po’ di colore a questa città. Poco dopo – racconta Lucrezia – mi contattò il signor Gianluca Romanò, dicendomi che mi avrebbe offerto una parete di cinque metri per sei e che mi avrebbe fornito tutto il materiale necessario. E così è stato. Mi affidò questa splendida parete in pieno centro (una traversa di via Sclafaro ndr), esprimendo soltanto il desiderio che fosse rappresentato il lungomare di Crotone come era un tempo. A questo punto mi è venuto in mente un quadro di mia madre (che è una pittrice) e ho pensato di fare un omaggiare lei. Il quadro, che è anche la copertina del libro di poesie di Davide Zizza (Dipinti & introspettive)”.

Lucy Mey si rivolge ai privati perché rivolgersi al Comune di Crotone, tra autorizzazioni, pastoie burocratiche e intoppi non si riuscirebbe a dipingere nemmeno tra cent’anni. E poi occorre la volontà politica per fare queste cose e renderle istituzionali. Ad ogni modo Lucy Mey comincia a lavorare alla parete offertale.

“Devo dire che sono molto contenta e soddisfatta per tutto il lavoro. La collaborazione con Gianluca Romanò, che ringrazio tantissimo, è stata bella e pulita. Non mi conosceva, si è fidato di me e insieme abbiamo dato colore ad una parete praticamente senza vita”.

Quello di Lucrezia è il sogno di molti giovani crotonesi.

“Il desiderio mio e di mio sorella Valentina, anche lei pittrice e laureata all’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, è quello di colorare la città con murales belli e dipinti. L’esempio – continua Lucrezia – è ovviamente Diamante, una città impreziosita da tantissimi murales di grande livello artistico che è diventata meta di richiamo di eccellenza in Calabria per chi ama questa arte”.

Poi l’appello accorato di chi sente di poter dare tanto, ma non viene messa nelle condizioni di potersi esprimere.

“Crotone è piena di ragazzi con tanta voglia di dimostrare quello che hanno dentro e rendere più bella questa città, in un’epoca in cui è facile perdersi ed essere smarriti se non hai delle guide, se non hai un lavoro, se la città che ami ti offre poco o niente.

Io per esempio quelle poche ore, quei pochi giorni che ho passato a dipingere il murale mi sono persa nel bello, nell’arte ed era una sensazione bellissima che vorrei provare ogni giorno. E come me tanti ragazzi, tanti giovani che hanno un grande desiderio di fare qualcosa e di rendersi utili per la città, anche e soprattutto artisticamente”.

Cosa resta se non ringraziare questi giovani preparati, bravi e chiedere alle istituzioni competenti, ovvero in questo caso il Comune di Crotone, di prendere a cuore questo appello e studiare un piano per poter regalare bellezza, colore a nima a una città morta anche nelle pareti dei palazzi. Potrebbe essere un inizio, ma occorre che chi di competenza abbia almeno il gusto del bello e della libertà, perché questi artisti sono bravi, belli e liberi e tale voglio far diventare questo luogo magico.

Ma l’appello può essere rivolto anche ai privati, a tutti coloro che amano l’arte della pittura e che possano offrire pareti da dipingere per impreziosire le proprie abitazioni, gli studi, i luoghi di lavoro. Quanto sarebbe importante, vivere, abitare e lavorare in luoghi belli e abbelliti. Gli amministratori di condominio potrebbero farsi portavoce con i propri clienti: basta una piccola assicurazione e l’occorrente, ma poi vi ritrovereste a vivere in un luogo migliore.

Intanto Lucy Mey, Siniscalci (Valentina) e la lungimiranza di Gianluca Romanò, hanno regalato una piccola perla di sole e colore ad un palazzo grigio e cupo. Ah a proposito, servirebbe un piccolo ponteggio a Lucy Mey per finire la parte superiore del murale di via Scalfaro, se ci fosse un ente questi problemi non ci sarebbero.

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