Crotone,
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Crotone, “E io ci sto”: grande successo per la rassegna di cinema all’aperto di Fabrizio Oliverio

Il pubblico a una proiezione nel Parco di Pitagora

Si è conclusa la rassegna di documentari e cortometraggi “E io ci sto”, organizzata grazie a gran parte delle associazioni di Crotone (Arci Crotone, consorzio Jobel, CSV aurora e altre 40 associazioni). Un felice matrimonio culturale che ha consentito di organizzare, all’interno dell’unico polmone verde della città, una serie di eventi culturali di alto livello.

La rassegna, che ha avuto un grande successo di pubblico, ha riguardato il mondo cinematografico, con documentari di alto profilo e ospiti di livello nazionale. Le tematiche affrontate nel corso delle serate sono state varie: dall’omosessualità alla migrazione, denunciando le morti di Stato, il femminicidio, le condizioni e l’accoglienza per i migranti.

I registi intervenuti sono rimasti soddisfatti dall’affluenza e dalla qualità del pubblico crotonese, che è stato il vero motore di tutta la rassegna.

Francesco Costabile con “In un futuro Aprile”, Paola Salerno con “Il matrimonio”, Rosamaria Scorese con “Santa Subito”, Gaia Capurso con “Dove vanno le nuvole”, Agostino Ferrente con “Selfie”, Emiliano Barbucci con “Gramsci44” e Simone Isola con “Se c’è un’aldilà sono fottuto – vita e cinema di Claudio Caligari”.

Questi sono stati i nomi che hanno riempito le serate del cinema sotto le stelle al Museo e giardini Pitagora di Crotone. Vale la pena ricordare, a dimostrazione dell’alto livello dei prodotti proposti, che “In un futuro Aprile” la settimana dopo la proiezione crotonese è andato in onda in prima visione su Sky Arte; Agostino Ferrente con “Selfie” è stato vincitore del David di Donatello 2020 come miglior documentario e poi i tanti premi vinti nei vari festival da tutti gli altri documentari in rassegna.

Grande la soddisfazione di Fabrizio Oliverio, vero motore e cuore pulsante della manifestazione: “Questa della rassegna è stata una scommessa iniziata subito dopo il lockdown con un mese di progettazione, non sapendo come gestire gli spostamenti dei registi e soprattutto come accogliere il pubblico. Però Crotone e tutte le associazioni che hanno gravitato intorno alle Summer Invasion hanno fatto realmente capire che dove c’è unione e buone intenzioni, si riesce a creare qualcosa di veramente bello per tutti. Il sistema di gestione telematico dei posti ha aiutato tantissimo le disposizioni del pubblico nel rispetto delle norme anti contagio e l’organizzazione alle spalle è stata pressoché perfetta. Dietro tutto questo c’è un grande lavoro di squadra e devo ringraziare personalmente Francesco Pupa, Matteo Russo e Carlo Gallo che hanno messo a disposizione la loro competenza e professionalità.

Adesso è stato gettato un seme che attende solo di crescere e fiorire, come tutta la nostra città. La nostra piccola sfida personale l’abbiamo vinta e questo è reso evidente dalle oltre 600 persone che hanno partecipato, spero che le istituzioni riescano a capire l’importanza della cultura in una città che dovrebbe vivere di tutte le sue ricchezze e dei giovani che ne fanno parte”.

 

All’interno della rassegna c’è stata una sezione dedicata anche ai cortometraggi di matrice prettamente crotonese. Infatti, i tre corti che hanno partecipato il 9 Agosto a “E io ci sto” sono: “Penalty” di Aldo Iuliano, “Amare Affondo” di Matteo Russo e “Il nostro sangue” di Gino Palummo (con protagonista Francesco Pupa).

“Organizzare una rassegna e avere la possibilità di scegliere almeno tre prodotti crotonesi – continua Fabrizio Oliverio – mi ha riempito d’orgoglio e dovrebbe riempire d’orgoglio chiunque senta un senso di appartenenza a questa terra. Andando oltre la sfera prettamente emotiva, penso che i tre prodotti siano di altissimo livello, con molti premi vinti nei vari festival nazionali ed internazionali, ciò vuol dire che se ci fosse la possibilità di far rimanere persone del genere che hanno idee, competenze, professionalità e voglia di fare, ne gioverebbe tutto il panorama artistico crotonese”.

 

All’interno della rassegna si è tenuta anche la serata “Crotone tra terra e cultura – un viaggio fra luoghi unici e tradizioni secolari”, con la presenza di due documentari con tematiche crotonesi. Antonio Giulio Cosentino (docente di geologia) ha presentato il suo Geo-filmle pietre che narrano. Un lungo cammino geologico alla scoperta delle colline crotonesi della Vrica e non solo. Un viaggio fra geologia, storia e archeologia. Un vero esempio di didattica da portare nelle scuole.
Mentre Eugenio Attanasio (regista e presidente della cineteca della Calabria) ha presentato Gangale – presenze arbereshe a Marcedusa, un incontro con popolazioni che abitano la nostra regione da anni. Attraverso il viaggio di Giuseppe Gangale (studioso di glottologia dei primi del ‘900) capiamo gli usi e i costumi dei popoli arbereshe con degli spunti storici davvero interessanti.

“Questa serata – conclude Oliverio – è stata la festa delle origini e delle tradizioni popolari, vissuta da un punto di vista scientifico. Dico questo perché dietro i lavori di Antonio Giulio Cosentino e Eugenio Attanasio c’è tanto studio e professionalità. Il pubblico è stato numeroso ed ha partecipato con grande entusiasmo”.