Crotone,
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Canto per Licia, emozionante concerto a Cutro

Canto per Licia, evento organizzato dall’associazione culturale musicale Artisti per Passione per ricordare Licia Vallon, noto soprano italiano, nata negli anni trenta del novecento nella città di Trieste e deceduta nel 2002. Una maestra di canto, educatrice di intere generazioni di belle voci soprano italiane. 

E allora metteteci la bravura d’una cantante soprano in un volicazzo vibrante con l’Ave Maria di Dimash che arrivava fin nel cuore degli spettatori; metteteci pure la ironia, la vena poetica in poesie distillate con sapienza ed esperienza dalla poetessa Angela Caccia; metteteci il musicista e direttore d’orchestra Gian Luigi Borrelli e allora si riesce a comprendere l’armonia che regnava nella chiesa del ss.mo Crocifisso, che per i cutresi è il tempio religioso d’una profonda tradizione cristiana e di devozione all’opera lignea di Fra Umile da Petralia. Metteteci un pubblico attento, paziente e che alla fine ha richiesto il bis, allora si riesce a comprendere quanto, dopo due anni di pandemia da Covid, i cutresi avvertono il bisogno di un ritrovarsi e, soprattutto, di assaporare la bellezza. 

La serata ha trascinato gli animi e i cuori dei presenti, con una Bianca Sarcone d’annata che si è cimentata con un vocalizzo in C’era una volta il west per poi passare a Ebben andrò lontana dall’opera. La Wally di Catalani, per poi proseguire con Un bel di vedremo della Madame Butterfly di Puccini, Mi chiamano Mimi dalla Boheme di Puccini, Vissi d’arte tratta dalla Tosca sempre di Puccini, appunto il vocalizzo dell’Ave Maria di Dimash e per concludere con Addio sogni di gloria. Il tutto intervallato da poesie di Angela Caccia, che ha declamato: Lei/io, Noi, l’aurora, La rosa quando s’apre, Incipit e il Calco dei pensieri.  

Bianca Sarcone ha cantato voce ben modulata, con acuti e vocalizzi di straordinaria suggestione e intensità. La soprano cutrese ha tirato fuori tutta la passione per il canto, che anche dopo tanti anni di attività non s’è assopita, segno che l’arte richiede l’amore. E poi il sacrificio di tanti anni è ripagato dalle attestazioni di stima da parte del pubblico. Una voce, quella della  Sarcone,  che pare dialogare con il divino in modo  soave e di notevole lirismo. Angela Caccia ha dato i suoi tocchi di umanità con versi che richiamano una femminilità capace di cogliere i particolari della vita senza mai concedere alla retorica, ma sempre donando il passo lento d’una narrazione segnata dall’appartenenza. Gian Luigi Borrelli ha accompagnato Bianca Sarcone suonando il pianoforte con precisione  e perizia nell’esecuzione, con tocchi da vero pianista classico e conoscitore profondo della musica d’opera. 

Alla fine il pubblico s’è alzato in piedi tributando una standing ovation agli artisti e richiedendo il bis. Un attimo di grande emozione che a Cutro non si vedeva da tanto tempo e che indica una ritrovata voglia di armonia all’insegna della bellezza e dell’arte pura.