Crotone,

Crotone, da otto mesi senza assessore all’Urbanistica

Otto mesi, tanti sono passati da quanto Ugo Pugliese ha battuto al ballottaggio Rosanna Barbieri ed è diventato sindaco di Crotone. Da otto mesi al governo della città e da otto mesi senza assessore all’urbanistica. Per la verità il primo cittadino ha tenuto per se anche la delega all’ambiente, ma se sull’ambiente di bonifica almeno si parla, il settore dell’urbanistica risulta, invece, paralizzato. Così come paralizzata è la città. Nessun progetto di opere pubbliche è stato presentato in questi mesi. Nemmeno uno. Neanche l’ombra di un progetto. Una strada, un giardino, un’aiuola… davvero niente di niente si vede all’orizzonte. «Ci siamo quasi» continua a dire il sindaco, e intanto i mesi passano, i fondi europei per la realizzazione di opere di messa in sicurezza, di sviluppo urbano, di innovazione, passano e al Comune di Crotone stanno ancora riflettendo sul nome. Difficile pensare che in tutta la popolazione crotonese non ci sia un professionista, o anche un politico, in grado di ricoprire questo ruolo. Difficile pensarlo anche alla luce di quanto sempre dichiarato dallo stesso Pugliese, e dalla sua coalizione, per tutta la campagna elettorale che partiva proprio un anno fa esatto. «Noi la squadra di Governo ce l’abbiamo già» si gridava ad ogni incontro elettorale. Era vero, ma a metà, mentre i settori chiave per lo sviluppo di questa terra continuano a rimanere nelle mani del primo cittadino che, senza volergli attribuire eccessive colpe, non può seguire tutto, avendo questa città davvero tante e troppe emergenze. E intanto l’appello lanciato in estate dall’ordine degli ingegneri di sbloccare l’urbanistica in modo anche che i professionisti della città potessero trovare respiro, e magari anche lavoro, è rimasto inascoltato. Cosa sta cercando Pugliese? Qual è il profilo che l’assessore perfetto deve avere? E perché in città non se ne parla? Perché si continua ad andare avanti ignorando quello che nel giro di qualche altro mese diventerà un problema ancora più grave? Come possiamo parlare di sviluppo urbano senza avere la più pallida idea di programmazione in proposito? Cosa dovrà diventare questa città, in che senso bisognerà svilupparla? E le opere pubbliche non portano servizi da una parte e lavoro dall’altra? Ma soprattutto, quello che la gente si chiede, e ciò a cui vorrebbe che rispondesse il sindaco è: perché tutto questo tempo?

Domande alle quali abbiamo provato tutti a dare risposte, domande che i giornalisti hanno più volte posto al primo cittadino e anche a Flora Sculco, leader de La prossima Crotone, coalizione che ha vinto le elezioni lo scorso giugno. Da entrambi la risposta ricevuta è stata la stessa: «Ci siamo quasi, è questione di giorni». Peccato che siano passati soltanto otto mesi.

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