Crotone,

Crotone, Legambiente: “La Procura si sostituisce alla politica e sulla costa si rischia la cementificazione”

Tra ville dei Grande Aracri a Capo Colonna e degli Arena a Isola Capo Rizzuto, la politica ha favorito la devastazione del territorio

Riceviamo e pubblichiamo

“Abbiamo appreso con viva soddisfazione dell’avvenuto sequestro a Crotone del Marine Park Village di punta Scifo. Un grande plauso alla Procura di Crotone che ancora una volta sopperisce al vuoto e alla ‘disattenzione’ delle amministrazioni pubbliche nella gestione e nel governo del territorio. Anche in passato sono state poste sotto sequestro e addirittura confiscate intere lottizzazioni abusive lungo la bellissima costa crotonese, ma alcuni procedimenti prima ancora di affrontare i tre gradi di giudizio, già in fase di udienza preliminare sono state archiviati, le altre non hanno mai visto l’ultimo grado di giudizio in quanto sono state bloccate prima”.  È quanto dichiarano i soci del Circolo Ibis Legambiente di Crotone in un comunicato inviato alla stampa.

“L’unica confisca andata in porto, ma “congelata” nell’esecuzione, riguarda le circa venticinque costruzioni abusive, realizzate sul lotto assegnato dall’Ente di riforma fondiaria alla famiglia Grande Aracri di Cutro, che tagliano in due il Parco archeologico di Capo Colonna. Lo abbiamo denunciato nel 2007 alla presenza del presidente nazionale della Commissione antimafia e al Procuratore generale di Crotone, quando è stato inaugurato quel piccolo capanno di osservazione che ora fa da sentinella al promontorio, a pochi metri dalle villette.” afferma Tommaso Tedesco, presidente onorario del circolo.

Sull’abusivismo edilizio dilagante avevano già scritto sul Dossier di Legambiente “Mare Monstrum 2006 – i numeri e le storie dell’assalto alle coste” : In base all’ultimo censimento effettuato dalla Capitaneria del Porto di Crotone sono 75 le strutture abusive, per un totale di 48.600 metri cubi, che ricadono nell’area di demanio costiero dell’AMP di Capo Rizzuto e nella fascia di rispetto. Questa, però, è solo la punta dell’iceberg dei 1.440.000 mc di costruzioni abusive sulla costa che stanno per essere sanate con il Contratto di programma – Riurb – di Isola Capo Rizzuto il cui protocollo d’Intesa è stato sottoscritto di recente dal Commissario prefettizio, dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Crotone. A detta dello stesso Commissario di Isola è come se fossero stati costruiti 100 palazzi di 8 piani per 4 appartamenti di 100 mq. a piano, il tutto realizzato in cinque zone tra le più suggestive sul litorale prospiciente l’AMP di Capo Rizzato. Una vera e propria morsa di cemento illegale, che stringe e avvolge questa stupenda area marina protetta, fatta di moli e porticcioli che si protendono in mare, fabbricati, muri di recinzione, piattaforme in cemento armato, porticati,

Come se non bastasse, parte di queste costruzioni abusive sono state scoperte nell’ambito della vasta operazione, denominata “Isola Felice”, condotta in più fasi dalla Divisione Anticrimine della Questura di Crotone. L’inchiesta ha portato a sequestrare nel comune di Isola Capo Rizzuto ben 245 abitazioni realizzate senza alcuna concessione edilizia. Gran parte degli immobili sequestrati, tra cui ville di notevoli dimensioni e valore, risulterebbe di proprietà di persone affiliate alla cosca degli Arena, mentre gli altri apparterrebbero a esponenti di clan diversi. Il blitz ha consentito di denunciare all’Autorità giudiziaria 250 persone”.

Antonio Tata ricorda che “sul promontorio lacinio nel lontano 1997 vennero demolite dal Comune di Crotone, successivamente anche dalla Soprintendenza archeologica della Calabria, fabbricati abusivi che lambivano da anni i resti archeologici. Fatti episodici, sempre sostenuti dal circolo di Legambiente, ma fatti pagare caramente a chi si è esposto in prima persona su queste vicende. Tanto che il malaffare si è ben riorganizzato, tentando di insinuarsi nella pubblica amministrazione utilizzando come grimaldello l’urbanistica permissiva e moderna, finalizzata a creare sviluppo anche se consuma suolo, deturpa l’ambiente e cementifica le coste, ma che si può fare se prevista nei piani regolatori comunali”.

Il nuovo corso, con nuove amministrazioni e con rinnovati dirigenti e funzionari della P.A., si è subito imposto nel territorio crotonese. Un vero e proprio new deal della pianificazione urbanistica. Per rimanere solo alle aree costiere, basta ricordare che sono stati sbancati migliaia di metri cubi di terreno dalla collina dell’Irto, tanto da far franare in più punti la strada per Capo colonna, per realizzare …villaggi turistici; il terreno riportato più in là é servito come piattaforma per far sorgere delle vere e proprie lottizzazioni, i cui proprietari si sono premurati di acquisire la qualifica di “imprenditore agricolo professionale” anche se di professione fanno tutt’altro. Parte delle aree vincolate di Vrica e Stuni, per essere…valorizzate, sono state inserite nel verde condominiale di alcune lottizzazioni residenziali turistiche della costa.

Nel comune di Isola Capo Rizzuto con un vecchio programma di fabbricazione si sono inventati i contratti di programma Riurb, per sanare, pardon, riqualificare migliaia di costruzioni abusive nelle cinque località più belle della costa isolitana prospiciente l’AMP: Le Castella, Capo piccolo, Capo Rizzuto, Le Cannella e Marinella. A Sovereto si stanno costruendo diversi fabbricati a più piani al confine con il Sito di Importanza Comunitario denominato Dune di Sovereto e all’ormai abusata Area Marina Protetta.

“In questi ultimi anni – scrive Legambiente – abbiamo dovuto assistere a fatti inquietanti: un giudice che chiama come consulente l’attuale assessore regionale all’urbanistica e, guarda caso, il reato di lottizzazione abusiva scompare (fa curriculum nella giunta Oliverio);  programmi televisivi tra noti avvocati e giudici in cui quando veniva invocata la necessità di depenalizzazione del reato di lottizzazione abusiva, ci si scambiava sorrisi e pacche sulle spalle.”

“Per queste considerazioni – afferma Girolamo Parretta presidente di Legambiente Crotone –  poniamo con forza alle due amministrazioni comunali di Crotone e Isola Capo Rizzuto  la necessità e l’urgenza di avviare le seguenti azioni per la salvaguardia della costa:

  • La revisione degli strumenti urbanistici del Comune di Crotone e Isola Capo Rizzuto, ponendo come obiettivi primari la valorizzazione degli aspetti naturalistici, archeologici e storici presenti nei due comuni e il consumo Zero di suolo;
  • Il blocco del Programma di Recupero urbano di Isola Capo Rizzuto, in particolare quello di Le Castella per la parte adiacente le dune di Sovereto, e una verifica puntuale sulle sanatorie da concedere sotto il profilo ambientale, paesaggistico e igienico sanitario.
  • L’assegnazione definitiva delle case della lottizzazione confiscata di Capo Colonna al Comune di Crotone o al Polo museale regionale del Mibact al fine di procedere alla demolizione delle costruzioni e di conseguenza al completamento del Parco archeologico di Capo Colonna;
  • La riqualificazione verde del promontorio Lacinio con l’estensione dei rimboschimenti in atto dal piano di sedime dalle case confiscate a punta Scifo fino all’Irto;
  • L’urgente costituzione di un ente di gestione dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, capace di tutelare la costa prospiciente e indirizzare la sostenibilità dello sviluppo costiero”.

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