Crotone,

Sequestro Scifo, la bellezza dei luoghi e le colate di cemento (fotogallery)

La “struggente bellezza solitaria” di Scifo contrapposta alle colate immense di cemento che ne hanno deturpato l’essenza. Il pm, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, Gaetano Bono, nel richiedere il sequestro del cantiere del Marine Park Village, richiama testualmente i vincoli imposti dal ministero in quell’area tra il 1965 ed il 1968.
“La ratio della presente richiesta di sequestro preventivo – scrive Bono – si rinviene nell’inerzia della pubblica amministrazione nelle sue varie articolazioni coinvolte nell’iter autorizzatorio che, sebbene abbia avuto modo di tornare più volte nel corso degli anni sul titolo edificatorio del Marina Park Village, non ha mai inteso compiere le dovute verifiche ed eventualmente esercitare il potere-dovere di autotutela ove fosse emersa una qualche illegittimità; ragion per cui, ove non dovesse trovare accoglimento la presente richiesta, finirebbe per essere definitivamente cancellata una delle ultime aree del Crotonese non ancora intaccate dalla speculazione edilizia, che risulta peraltro connotata da “aspetti di suggestiva bellezza e di grande interesse storico e archeologico nonché un panorama con posti veramente meravigliosi e, nel tratto antistante gli scavi, presenta un luogo solitario aperto sul mare di un azzurro viola intenso che, con le vestigia del passato suscitatrici di richiami spirituali, compone un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale” (come testualmente si afferma nel decreto ministeriale del 5 maggio 1965 di imposizione del primo tutorio diretto), trattandosi di una zona che “possiede caratteristiche paesaggistiche di notevole bellezza, in alcuni punti … soffusa di struggente solitudine e si tuffa con le sue rocce brune e le brevi scogliere frastagliate, in un mare del blu più intenso” (come testualmente si afferma nel decreto ministeriale del 27 luglio 1968 di imposizione del secondo vincolo tutorio diretto); peraltro rilevantissimi sono altresì l’importanza storica e l’interesse archeologico, come di recente riconosciuto dal Soprintendente Archeologia della Calabria”.

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