Crotone,

Sentenza Girasole: “Elementi dell’accusa inconsistenti se non addirittura contrari”

Carolina Girasole è una sindaca antimafia, vera. Lo si deduce chiaramente dalle 104 pagine delle motivazioni della sentenza del processo Insula che la vedeva imputata di corruzione elettorale, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Lo scrivono i giudici (Edoardo D’Ambrosio presidente, Francesca Familiari, giudice estensore, e Ersilia Palmieri): Carolina Girasole non solo non ha mai fatto nessun accordo con gli Arena, ma la sua politica amministrativa era tutta indirizzata ad osteggiarli.

Il reato di corruzione elettorale “si è rivelato del tutto infondato, in quanto campato su elementi, quelli offerti dalla pubblica accusa e a prescindere da quelli contrari offerti dalla difesa, inconsistenti se non addirittura contrari all’ipotesi accusatoria” scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza del processo Insula, a carico dell’ex sindaca di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, assolta da tutte le accuse. Come dire, non solo non esiste nessun rapporto tra Carolina Girasole, il marito Franco Pugliese (anch’egli imputato e anch’egli assolto da tutte le accuse) e la famiglia Arena, ma da quanto scrivono i giudici la Girasole era vista e considerata come acerrima nemica per le iniziative amministrative che stava mettendo in campo. A proposito delle intercettazioni i giudici nelle motivazioni della sentenza di assoluzione scrivono: “(n.3607 del 27.10.2010) in cui Pasquale Arena parla non di mille “voti” (come trascritto nei brogliacci) ma di “350” volte in cui si sarebbe adoperato, sostenendo la candidatura per l’elezione non della Girasole, ma di altro personaggio politico”. E ancora a proposito di altre intercettazioni utilizzate dall’accusa come prove a carico contro la Girasole: “rivelano una macchinazione degli Arena, uno stratagemma per farla cadere (proprio perché contrariati dall’azione politica della Giraolse)”. “Altro elemento – continuano i giudici – che induce ad una macchinazione degli Arena nei confronti della Girasole per “farla cadere” è quello del blog animato di Stillitano Giovanni, vicino agli Arena (intercett. n. 773 del 8.11.2010)”.
Poi i giudici analizzano altri elementi e riportano alcune frasi degli Arena che, secondo l’accusa della Dda di Catanzaro sostenuta prima dal pm Salvatore Curcio e poi dal pm Domenico Guarascio, avrebbero rappresentato elementi riconducibili all’accordo elettorale e alla turbativa d’asta. E scrivono: “…depongono a suo favore (della Girasole ndr) A) l’inimicizia manifestata dagli Arena nei suoi confronti, proprio in quanto da loro percepita come fautrice di una politica contraria ai loro interessi (documenti della difesa: richiesta di certificato antimafia ad ogni bando pubblico, assegnazione a Libera dei terreni in località Cepa dei terreni confiscati agli Arena); B) l’essere stata promotrice del percorso istituzionale di conversione dei terreni confiscati sin dalla sua elezione; C) l’aver voluto Libera, associazione indipendente e scevra da condizionamenti del territorio, come capofila della costituenda cooperativa e della costituita Ats; l’atteggiamento rigido tenuto dal Comune alle richieste formali di restituzione di terreni da parte degli Arena a seguito della presa di possesso dell’8 novembre 2010”.

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