Crotone,

Sbarco con 705 migranti, tra loro otto cadaveri di cui 7 donne. Salvata una donna incinta

Quando l’ultimo degli otto cadaveri, che hanno viaggiato sulla nave Borsini della Marina Militare, è stato adagiato sulla motovedetta della capitaneria di porto, che li ha portati verso il molo dove c’erano i medici legali ad attenderli, su Crotone si è abbattuto un violento temporale con fulmini e tuoni quasi come se anche il tempo volesse partecipare a questa tragedia. Sono in tutto 705 i migranti sbarcati questa mattina al porto di Crotone dalla nave della marina militare Comandante Borsini che li ha recuperati al largo della Libia. Per alcuni di loro sono state necessarie le cure mediche, mentre quasi tutti gli altri sono stati trasferiti in altre località italiane secondo il piano predisposto dal ministero. Tra gli otto cadaveri recuperati in mare sette sono di donne ed uno di uomo, ma per nessuno di loro è stato ancora possibile accertarne l’identità. “Per fortuna siamo riusciti a salvare una donna incinta che era in arresto cardiaco” dice Maita Sartori, ginecologa della Fondazione Francesca Rava imbarcata come volontaria sulla Nave Borsini. “I ragazzi della brigata San Marco sono stati straordinari, si sono tuffati in mare dalla nave per cercare di salvare quanta più gente possibile”. “La donna ora sta bene ed è ricoverata a Lampedusa. Siamo riusi ti a rianimarla e a sentire anche il cuore della piccola creatura che porta in grembo” aggiunge Maita Sartori che sulla Borsini e coadiuvata dalla giovane infermiera Elisa Bonomelli. Insieme a loro un altro medico ed un altro infermiere del Corpo militare della Croce Rossa italiana ed una infermiera dell’equipaggio. Ma tutti hanno fatto qualcosa per aiutare questa gente. I 705 migranti sono stati salvati in diversi sbarchi, il più rischioso e drammatico dei quali è avvenuto il 5 settembre al largo della Libia quando la nave Borsini ha incrociato un gommone che imbarcava acqua e molte persone già in acqua. I marinai della Brigata San Marco non hanno esitato un attimo a tuffarsi e trarre in salvo i migranti, tra cui la donna incinta di cui abbiamo già raccontato.
Le operazioni di soccorso sul porto di Crotone sono andate avanti speditamente nonostante il maltempo e grazie anche alla ormai rodata macchina messa in piedi dalla Prefettura e dalla Questura che ha coordinato le operazioni.

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