Melissa,

Sbarco a Melissa, il mare restituisce il corpo senza vita del migrante disperso

Il corpo del migrante coperto dal lenzuolo bianco

foto: CrotoneNews

Il mare ha restituito il corpo di un migrante annegato. Questa mattina intorno alle 8:15 un cittadino di Melissa, dedito alle passeggiate domenicali sulla spiaggia, si è imbattuto in un corpo senza vita a pochi metri dalla battigia. Dopo la macabra scoperta l’uomo ha subito avvisato le Forze dell’ordine e il sindaco di Melissa, Gino Murgi, che si è precipitato sul luogo. Il corpo è stato trovato a circa 300 metri a sud del punto in cui la mattina del 10 gennaio scorso si era capovolta la barca a vela con 51 migranti di origine curda a bordo. Nelle immediatezze di quel drammatico sbarco alcuni migranti raccontarono con le poche forze rimaste che uno di loro era caduto in mare ed aveva chiesto aiuto. I compagni di quel terribile viaggio lo hanno sentito solo per qualche minuto, poi più niente. I mezzi navali della Capitaneria di Porto di Crotone e della Guardia di Finanza cercano per tutto il giorno il disperso, ma le speranze di trovarlo vivo erano ridotte al lumicino vista la temperatura gelida di quella mattina.

Oggi, a distanza di dieci giorni esatti, il mar Ionio ha restituito quel corpo. Quel corpo che quasi certamente, secondo la primissima ricostruzione, è del giovane curdo irakeno Mohammed Ali Halkawt, 22 anni, di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi grazie al collega greco, di origini curde, Pishitiwan Jaf che ha raccontato la storia per Pishit News (leggi l’articolo). Fino a ieri i parenti lo hanno cercato a Melissa. Due cugini, infatti, (uno vive in Germania l’altro in Inghilterra), sono rimasti fino a ieri sera a Melissa. Questa mattina al sindaco Gino Murgi è toccato richiamarli. Uno dei due cugini sta tornando indietro insieme ad un mediatore culturale che li aveva accompagnati a Melissa. A lui, probabilmente, toccherà riconoscere il corpo del congiunto.

Il ragazzo indossa un paio di jeans, una maglia e delle scarpe da tennis. Nel frattempo sul luogo del ritrovamento sono giunti i carabinieri, vigili del fuoco, uomini della Capitaneria di porto e anche il medico legale, che ha effettuato una prima ispezione superficiale, e il pm di turno che ha disposto l’autopsia.

Potrebbe, infatti, cambiare il capo di imputazione per i due scafisti russi, che hanno già patteggiato la pena di tre anni di carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma che ora potrebbero essere imputati anche di omicidio. Mohammed Ali Halkawt, come tanti altri naufraghi di questa immane tragedia, ha trovato la morte, inseguendo la vita.

Mohammed Ali Alkawt

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