Crotone,

Santa Severina, estirpa macchia mediterranea: denunciato

I carabinieri forestale hanno sequestrato  un terreno nella località San Francesco – Marucara di Santa Severina in cui era stata estirpata, senza alcuna autorizzazione, la macchia mediterranea percorsa dal fuoco durante l’estate 2016. Il presunto responsabile è stato deferito all’Autorità giudiziaria che ha già convalidato il sequestro.

Con l’obiettivo verosimilmente di trasformare una plaga collinare interessata dalla macchia mediterranea in un’area coltivabile, un pensionato di Roccabernarda aveva avviato una lavorazione profonda del proprio terreno. Essa aveva comportato l’estirpazione di tutta la macchia mediterranea, seppur degradata, per effetto dei ricorrenti incendi avvenuti nel passato, l’ultimo dei quali nell’estate scorsa. In seguito ad accertamenti è emerso che il proprietario non aveva alcuna autorizzazione per eseguire i lavori, peraltro inibiti dal vincolo di immutabilità di destinazione essendo l’area percorsa dal fuoco, ai sensi della legge n. 353/2000 che detta norme in materia d’incendi boschivi. L’area, inoltre, era soggetta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, essendo la macchia mediterranea, ancorché degradata, assimilata dalle norme vigenti a bosco. Le lavorazioni profonde effettuate, un vero e proprio sbancamento condotto in alcuni punti sino alla profondità di oltre due metri, hanno sconvolto l’assetto idrogeologico del terreno, alterando il deflusso delle acque superficiali, esponendolo al dilavamento e ruscellamento.

I militari, in seguito ad accertamenti puntigliosi, hanno posto sotto sequestro il sito esteso circa un ettaro, per prevenire ulteriori lavori non autorizzati. Il presunto responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica. Il sequestro è già stato convalidato.

L’attività dei carabinieri forestale, in applicazione della legge quadro in materia di incendi boschivi, è stata finalizzata alla conservazione e alla difesa del patrimonio boschivo quale bene insostituibile per la qualità della vita e a prevenire i possibili fenomeni di dissesto idrogeologico derivanti da lavorazioni non autorizzate.

 

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