Crotone,
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Ritorno dei bambini a scuola: favorevoli o contrari?

Tra le categorie più colpite di questo terribile 2020 ci sono sicuramente i bambini. Che tra l’altro, per ovvie ragioni, non possono prendere delle decisioni in autonomia e devono affidarsi necessariamente ai “grandi”. Il tema della scuola divide: chi vuole che i bambini tornino a scuola, chi magari aspetterebbe i “contagi zero” (o giù di lì) prima di farli tornare tra i banchi. Ci sono centinaia di pareri di esperti, tutti più o meno dello stesso avviso. Poi però ci sono i genitori, con le loro preoccupazioni e il timore che, inconsapevolmente, i loro bambini possano fare del male ai nonni, altra categoria particolarmente colpita negli ultimi mesi. Allora cos’è giusto fare? Sono praticamente nove mesi che i bambini non vanno a scuola, non incontrano i loro amici. Alcuni hanno imparato a leggere e a scrivere a distanza, dietro uno schermo. Come un qualsiasi corso online. Ma loro sono bambini e gli manca il loro essere… bambini. Correre, scherzare, giocare. Interagire. Organizzare le giornate per loro è difficile, perché al di là delle lezioni online e dei compitini rimane tanto tempo. Spesso con genitori che devono lavorare, magari da casa in smart working. Allora a volte bisogna ripiegare sulle varie piattaforme dei video online, sulle consolle che magari, fino a prima del mese di marzo, nemmeno conoscevano. Soprattutto se i parchi sono chiusi, così come le strutture sportive. Le domande alla quali nessuno riesce a rispondere davvero in questo momento sono due: come usciranno da questo periodo i bambini? Tenerli così tanto tempo lontano dalla scuola li protegge davvero a crea danni più seri?