Crotone,
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Rimangono solo gli annunci: con lo sport (per ora) il Comune ha fallito

Era il 9 aprile scorso quando pubblicavamo la notizia dal titolo: “Il Settore B riapre per l’attività agonistica” (https://www.crotonenews.com/cronaca/il-settore-b-riapre-per-lattivita-agonistica). Un annuncio, l’ennesimo, partito dal palazzo del Municipio in pompa magna. E oltre al Settore B si parlava anche della Piscina Olimpionica, quella che fino a non molti mesi fa era la struttura fiore all’occhiello della “Città dello Sport”. Ormai diventata, appunto, città degli annunci. Non si contano i comunicati stampa che ogni giorno arrivano alle mail delle varie redazioni, la maggior parte dei quali “senza notizia” e, quindi, poco interessanti per i giornali e per i cittadini stessi.

Sulle cose serie, però, non si è mosso proprio nulla. E lo sport è una cosa seria, fino a prova contraria. Perché riguarda bambini, giovani atleti, professionisti che vivono di questo. Quando un crotonese per nuotare è costretto ad allenarsi a Isola Capo Rizzuto (con tutto il rispetto, non è una questione di campanile), o addirittura in mare, vuol dire che le istituzioni hanno fallito. Il tempo per sistemare in maniera legale i rapporti con le società c’è stato, ma dopo diversi sopralluoghi si continua a perdere tempo. E più passano i giorni, le settimane, più le strutture subiscono danni. Ci risulta, infatti, che in merito all’annunciata riapertura della Piscina Olimpionica ci siano state diverse riunioni, vari sopralluoghi, l’ultimo nei primi giorni di maggio. Era emerso un problema relativo alle caldaie che, però, a causa dell’elevata temperatura nel periodo estivo non sono mai davvero servite, così come è stato fatto notare. Alle società, da quanto ci risulta, sarebbe stata chiesta la disponibilità a mettere mano con proprie risorse alla struttura, oltre che a prendersi carico delle utenze. Nonostante sia un impegno importante, pur di riprendere, avevano accettato. “Ci aggiorniamo a breve”, sarebbe stata la risposta del Comune. È passato un mese e mezzo, nulla si è mosso.

Bisogna capire, quindi, che priorità dà il Comune allo Sport. Perché ci sono ragazzi che prima della pandemia avevano raggiunto risultati straordinari, bambini che aspettavano impazienti il loro turno in piscina e che da un anno e mezzo si girano i pollici. E la Piscina Olimpionica è solo una delle strutture interessate. Inoltre bisogna capire perché altre, di strutture, sono aperte e consentono di disputare regolarmente i campionati. Per carità, ci mancherebbe altro. Ne siamo tutti contenti. Ma lo sport è un diritto di tutti. Tutti. Il Comune fino ad ora ha fallito. Bisogna fare chiarezza: regolamentare l’utilizzo delle strutture è sacrosanto, così come evitare che ci sua un monopolio a favore di pochi. Ma è compito degli enti trovare le soluzioni giuste. Tenerle chiuse è la soluzione più facile, per chi di soluzioni, non ne ha. Guardate le foto del prima e dopo relative alla piscina. Giudicate voi.