Crotone,

“Quinta bolgia”, le motivazioni del TdL su scarcerazione Pugliese: “Nessun grave indizio di colpevolezza”

L’ex direttore amministrativo dell’Asp di Catanzaro, il crotonese Giuseppe Pugliese, non sarebbe dovuto finire nemmeno agli arresti domiciliari.

Questo è quanto sostiene il Tribunale della Libertà di Catanzaro che ha depositato le motivazioni del provvedimento con il quale aveva deciso per l’immediata scarcerazione di Giuseppe Pugliese che era finito prima ai domiciliari e poi addirittura in carcere nell’ambito dell’operazione “Quinta Bolgia”.  Secondo il legale di Pugliese, Francesco Laratta, tesi sostenuta dal TdL, non solo non ci sono prove che Pugliese abbia favorito l’alterazione del bando di gara che assegnava il servizio ambulanze del Pronto soccorso di Lamezia Terme, ma ci sono elementi che portano a ipotizzare che abbia addirittura ostacolato questo proposito, messo in atto da altre persone

L’avvocato Laratta, definisce “sconcertante la lettura integrale delle motivazioni con cui il TdL di Catanzaro il 22 novembre scorso ha scarcerato lo stesso Pugliese”.

“Le risultanze investigative non consentono di affermare se il proposito di Pietro Putrino (di indirizzare il bando a suo favore attraverso il dott. Pugliese) – è scritto nel provvedimento – abbia avuto una qualche condivisione da parte del dott. Pugliese ovvero, al contrario, questi abbia assunto un atteggiamento di totale chiusura a qualsiasi interferenza proveniente dai suoi interlocutori e, indirettamente, dall’on. Pino Galati”. Il Tdl “esclude la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del dott. Giuseppe Pugliese” e per questo secondo il legale Francesco Laratta “secondo il Tdl non è giustificato il ricorso alla misura cautelare. Pugliese, infatti, non era più direttore amministrativo dell’Asp e non avrebbe potuto inquinare le prove, né reiterare il reato: dunque non avrebbe dovuto finire agli arresti domiciliari”.

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