Crotone,
Tempo di lettura: 2m 7s

“Pulire l’Esaro è (quasi) impossibile e forse non necessario: gli interventi da fare sono altri”

Da uno studio condotto da Luigi Palmieri, ingegnere civile crotonese, emerge in maniera chiara come, in questo momento, appaia abbastanza difficile pensare ad una pulizia complete del letto del fiume Esaro. “Il bacino del fiume Esaro di Crotone  – spiega Palmieri – ha una estensione planimetrica complessiva di 110.825 km2 , con sezione di chiusura coincidente con la foce del Mar Ionio. Il perimetro dell’intero spartiacque è pari a 50.56 km e la lunghezza della sua asta principale è di circa 18.94 km con una pendenza media dello 0.91 %. Il valore della densità di drenaggio è 2.17 km/km2.

Il bacino idrografico rappresenta la porzione di territorio che raccoglie le acque superficiali che defluiscono lungo i versanti e le fa confluire in uno stesso corso d’acqua. La linea di cresta dei rilievi che contornano il bacino prende il nome di spartiacque e separa un bacino dall’altro.
E’ L’unità fisiografica fondamentale alla quale far riferimento nello studio dei fenomeni fluviali e dei processi geomorfologici ad essi legati”.

“Quando si discute della pulizia dell’alveo di un fiume – aggiunge – parliamo di un costo che con i prezzi attuali dovrebbe essere intorno ai 3,00 – 3,50 euro a mq, per la sola pulizia. A questo bisogna aggiungere tutte le altre voci di costo, la sicurezza ed altri oneri, per un alveo da pulire di almeno 300.000 mq fermandoci a Tufolo. E ancora andrebbero preventivati i lavori imprescindibili della pulizia di caditoie, canali minori e tutte quelle opere che realmente possono bloccare il deflusso dell’acqua. In più andrebbe smaltita tutta la vegetazione. Quindi si tratterebbe di una spesa di qualche milione di euro. E’ veramente necessario fare periodicamente questo lavoro in presenza di argini ben fatti, vasche di laminazione terminate, la foce che allargata ed il vecchio ponte in ferro dell’alluvione del 1996 eliminato?

I costi sarebbero a carico della Regione Calabria, ma in questo momento appare assai difficile un intervento di questa portata. E allora, cosa fare per evitare il peggio? “Personalmente penserei più ai vari canali sparsi ormai coperti e a quelli non dimensionati adeguatamente, anche con 300 millimetri di pioggia caduta e senza buona parte delle vasche di laminazione, l’Esaro ha retto, salve qualche argine da rivedere. I problemi sono su altre opere di protezione da realizzare, in particolare nelle zone di Trafinello, Tufolo e Farina”.