Crotone, 
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Protocollo d’intesa tra ASP e Ambito Sociale per prevenire il gioco d’azzardo patologico

Un nuovo passo avanti nella tutela sociale e sanitaria del territorio. È stato firmato a Crotone un Protocollo d’Intesa volto a contrastare il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), siglato dall’Azienda Sanitaria Provinciale e dall’Ambito Territoriale Sociale, con il Comune di Crotone in qualità di ente capofila.

L’iniziativa, resa nota dall’assessore alle Politiche Sociali Filly Pollinzi, punta a rafforzare il lavoro congiunto tra istituzioni e servizi dedicati. Il gioco d’azzardo patologico è riconosciuto come una dipendenza con pesanti ripercussioni sulla vita personale, familiare ed economica delle persone che ne sono coinvolte, e richiede interventi strutturati e continui.

Il Protocollo si inserisce nel quadro del Piano Regionale GAP e del Piano Esecutivo dell’ASP di Crotone, in particolare all’interno del Progetto HERMES, che prevede una serie di azioni coordinate per prevenire, individuare e trattare situazioni a rischio. A livello operativo, un ruolo centrale sarà svolto dall’Ambito Territoriale Sociale, con la Cooperativa Agorà Kroton come soggetto capofila.

Le attività previste includono campagne di informazione rivolte alla cittadinanza e soprattutto ai giovani, percorsi di cura e riabilitazione dedicati, momenti formativi per operatori sociali e sanitari, condivisione dei dati territoriali e monitoraggio costante del fenomeno. L’ASP di Crotone garantirà la presa in carico clinica attraverso le équipe del Ser.D e mediante la collaborazione con le comunità terapeutiche presenti in provincia, mentre i servizi sociali comunali si occuperanno dell’intercettazione precoce dei casi e della diffusione dei servizi disponibili.

L’accordo ha una durata triennale, con possibilità di rinnovo.

“La firma di questo Protocollo rafforza la nostra capacità di prevenire un fenomeno spesso invisibile ma altamente impattante” ha commentato l’assessore Pollinzi. “Lavorare insieme significa costruire una rete vicina ai cittadini, capace di individuare precocemente il disagio, sostenere le famiglie e offrire risposte concrete. Tutela e benessere passano da interventi integrati e continui: questa intesa va proprio in questa direzione”.

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