Crotone,

Processo Insula, i pentiti non conoscevano Carolina Girasole

Al processo Insula, in corso di svolgimento presso la Corte d’Appello di Catanzaro, i pentiti non cambiano la sostanza del dibattimento. Nell’ultima udienza di lunedì sono stati sentiti in videoconferenza Giuseppe Giglio, arrestato in Aemilia, e Giuseppe Liperoti, genero di Antonio Grande Aracri, fratello del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri. Giglio ha ribadito di aver saputo che la cosca Arena avrebbe votato nel 2008 per la candidata a sindaco Carolina Girasole (imputata nel processo con il marito Franco Pugliese ed entrambi assolti con formula piena in primo grado dall’accusa di voto di scambio ed abuso d’ufficio), ma non ha chiarito da dove arrivassero le informazioni.

Giglio e Liperoti hanno inoltre ribadito di non conoscere personalmente Carolina Girasole. Giglio ha detto di aver saputo dell’appoggio elettorale da Filippo Pizzimenti, considerato dagli inquirenti vicino alla cosca Arena, ma non ha fornito nessuna notizia in merito chi degli Arena lo avesse invitato a votare.

Pizzimenti sarà sentito in aula il prossimo 9 aprile.

Liperoti, invece, ha parlato di alcuni incontri che sarebbero avvenuti all’interno della concessionaria Ford Girasole sulla Statale 106, e incalzato dai difensori ha chiarito che gli incontri sarebbero avvenuti tra il 2012 ed il 2014. I difensori hanno fatto presente che quella struttura di fatto è chiusa da tanti anni e accessibile praticamente a tutti, oltre al fatto che nelle vicinanze ci sono altri capannoni. Inoltre Liperoti avrebbe parlato della vicinanza della famiglia Girasole agli Arena senza specificare circostanze o fatti, anzi avrebbe parlato di un certo Franco Girasole, ma gli avvocati hanno fatto notare che nella famiglia del’ex sindaco nessuno porta questo nome.

L’avvocato Marcello Bombardiere, difensore di Carolina Girasole, ha incalzato più volte i due collaboratori con domande per chiarire l’ambito e i termini in cui gli stessi avrebbero appreso le notizie dell’ipotetico appoggio elettorale a Carolina Girasole, ma né Giglio, né Liperoti sono stati in grado di dare risposte chiarificatrici.

Infine, il presidente della Corte, Giancarlo Bianchi, ha rigettato la richiesta del pm Salvatore Curcio di acquisire alcuni assegni trovati nel corso di una perquisizione nell’abitazione di don Scordio nel corso dell’operazione Jonny.

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