Crotone,

Piscina olimpionica Crotone, solo nuvole nere e tre storiche società annunciano: “Ci sentiamo abbandonati”

Da sinistra: Tatiana Hrytsenko, Vincenzo Arcuri e Roberto Fantasia

“Abbandonati”, così si sentono le società Kroton Nuoto, Rari Nantes Lucio Auditore e Lacinia Nuoto, che ancora non sono riuscite a mettere in acqua i propri atleti. Si parla, ovviamente, dell’ormai nota vicenda della piscina olimpionica di Crotone per la gestione della quale l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Ugo Pugliese, ha espletato una gara valida fino al prossimo 31 dicembre.

“Non sappiamo più cosa dire ai nostri ragazzi”, ha detto Vincenzo Arcuri della Rari Nantes nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle tre società di nuoto e pallanuoto. “Non possiamo programmare il futuro e soprattutto abbiamo perso, stiamo perdendo e perderemo tantissime opportunità per il nostro territorio”. Insieme al presidente della Rari Nantes al tavolo della conferenza erano presenti Tatiana Hrytsenko, presidente della Kroton Nuoto e Roberto Fantasia, vice presidente della Lacinia.

Queste tre storiche società sono risultate assegnatarie degli spazi acqua, “ma di quella gara – hanno tuonato i tre – ancora oggi non abbiamo nessuna comunicazione ufficiale dell’esito e soprattutto non abbiamo ancora firmato alcuna convenzione, quindi non abbiamo idea di quando i nostri ragazzi possano tornare in acqua”.

Arcuri ha riferito che il Comune ha annunciato di volere affidare ad una ditta specializzata, il montaggio del pallone pressostatico, già in dotazione all’impianto, ma non si conoscono i tempi del montaggio. Questo garantirebbe l’inizio delle attività visto che la Piscina non è stata ancora dotata di un tetto, come più volte annunciato da questa e dalla precedente Amministrazione comunale.

Un bando, quello del Comune per l’assegnazione degli spazi d’acqua, che ha detta dei tre dirigenti ha dei costi più alti rispetto all’intero panorama nazionale. E a questo va aggiunto che la Rari Nantes rischia di non disputare il campionato di Serie B di pallanuoto e che salterebbero molte altre competizioni, oltre naturalmente a non vedere più un bambino, un adulto o un appassionato nuotare in quella piscina chissà per quanto altro tempo ancora.

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