Petilia Policastro (KR), 
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Petilia Policastro, alberi del parco giochi a rischio taglio: quattro associazioni chiedono chiarezza

A Petilia Policastro torna al centro del dibattito la gestione del verde pubblico. La possibile rimozione degli alberi presenti nel parco giochi comunale ha suscitato la preoccupazione di quattro realtà associative del territorio: Associazione culturale NATESS, Pro Loco Petilia Policastro, ACP e Circolo Legambiente Valle Tacina.

Al centro della vicenda c’è uno degli spazi verdi più frequentati del centro abitato, utilizzato quotidianamente da bambini e famiglie. L’area, negli ultimi tempi, è stata interessata da lavori di riqualificazione che hanno modificato in maniera significativa l’assetto del parco, anche attraverso la realizzazione di nuove superfici cementificate.

Secondo quanto appreso dalle associazioni, gli alberi presenti nel parco potrebbero essere destinati al taglio sulla base di valutazioni legate alla loro stabilità. Tra le ipotesi emerse vi sarebbe anche quella di un possibile danneggiamento dell’apparato radicale, che potrebbe essere stato compromesso proprio dagli interventi realizzati nell’area.

Una situazione che, secondo NATESS, Pro Loco, ACP e Legambiente Valle Tacina, richiede un approfondimento pubblico e trasparente. Nei giorni scorsi il Circolo Legambiente Valle Tacina ha infatti inviato al sindaco e agli uffici comunali una richiesta formale di chiarimenti, chiedendo di conoscere la documentazione tecnica relativa agli alberi e all’eventuale progetto di abbattimento. Nella stessa comunicazione è stata sollecitata anche una verifica sulle misure adottate durante i lavori per tutelare le radici delle piante.

«Non intendiamo mettere in discussione il lavoro dei tecnici né, tantomeno, le esigenze di sicurezza – sottolineano le associazioni –. Ma quando si decide di abbattere alberi adulti, soprattutto in un’area destinata ai bambini, occorre che le motivazioni siano chiare, documentate e scientificamente verificabili. L’abbattimento deve rappresentare l’ultima soluzione, non la conseguenza automatica di una gestione poco attenta dello spazio verde».

La questione assume rilievo anche alla luce della Legge regionale Calabria 7 febbraio 2024, n. 7, dedicata alla valorizzazione delle aree verdi e delle formazioni vegetali in ambito urbano. La norma richiama la necessità di strumenti come il censimento del patrimonio arboreo e il regolamento comunale del verde, oltre a prevedere specifiche prescrizioni per evitare interventi dannosi sugli alberi, salvo i casi consentiti.

Le quattro associazioni ricordano inoltre che gli alberi del parco erano già stati oggetto, alcuni anni fa, di valutazioni legate alla loro presunta pericolosità. Oggi la questione torna d’attualità in un contesto diverso, dopo lavori importanti che hanno interessato l’intera area.

«È proprio questo l’aspetto che vogliamo comprendere – affermano congiuntamente –: se le radici degli alberi siano state effettivamente danneggiate dai lavori, occorre accertare come e perché ciò sia potuto accadere e se siano state adottate tutte le necessarie precauzioni per proteggerle durante l’esecuzione delle opere».

La posizione delle associazioni, precisano i promotori dell’iniziativa, non nasce da una contrapposizione ideologica all’Amministrazione comunale né agli interventi di riqualificazione. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che un patrimonio arboreo già limitato venga sacrificato senza una valutazione complessiva del suo valore ambientale, sociale e urbano.

Il caso del parco giochi si inserisce infatti in una riflessione più ampia sulla gestione del verde pubblico a Petilia Policastro. In un centro abitato dove gli spazi verdi sono pochi e spesso ridimensionati, ogni albero adulto rappresenta una risorsa preziosa: non soltanto un elemento ornamentale, ma una componente essenziale della qualità della vita, soprattutto nei luoghi frequentati dai bambini.

Per questo NATESS, Pro Loco Petilia Policastro, ACP e Circolo Legambiente Valle Tacina chiedono che si proceda verso una gestione più organica del verde cittadino, anche attraverso l’adozione del Regolamento comunale del verde e l’avvio del Censimento del patrimonio arboreo, strumenti previsti dalla normativa regionale.

«Non chiediamo che gli alberi vengano salvati a prescindere da qualsiasi valutazione di sicurezza – concludono le associazioni –. Chiediamo qualcosa di molto più semplice: conoscere, verificare e decidere sulla base di dati tecnici. E soprattutto chiediamo che il verde pubblico venga considerato un patrimonio della comunità e non un ostacolo alla progettazione degli spazi urbani».

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