Crotone,
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Orlando (Remunero): “Ad aprile la nuova app per evitare confusione. Presto nel circuito anche i supermercati”

Dopo l’articolo pubblicato la scorsa settimana, siamo stati contattati dall’Ufficio Stampa di Remunero, concordando un’intervista con Federico Orlando, fondatore e amministratore unico della società.

Iniziamo con fare un po’ di chiarezza: il servizio è partito o no?

“Il servizio effettivamente è partito, nel senso che stiamo distribuendo le carte, sollecitando gli utenti invitandoli a transare. Vorrei che fosse chiaro si tratta di un’operazione resa a favore del territorio, soprattutto delle partite iva. Vogliamo che le cifre vengano spese qui, che a Crotone significa il 30 percento di 12 milioni di euro”.

Il progetto, però, ad oggi stenta a decollare.

“Il problema è che c’è un cambio di modello, nel senso che anche internet non lo usava nessuno, così come i pagamenti elettronici, mentre adesso è tutto normale. Ci vuole del tempo, ma anche un lavoro da parte di tutti. Noi mettiamo a disposizione uno strumento utile alla collettività, ma ci vuole pazienza per un adeguamento anche mentale delle persone. Bisogna lavorare sul territorio come un team, perché è vero che anche noi ci paghiamo, però siamo gli ultimi a guadagnare visto che solo lo 0,3 percento delle transazioni è a nostro favore”.

Gli utenti però sono confusi: quella lista mail che ritrovano digitando il cap 88900 è o no la lista degli esercizi convenzionati?

“Questo è uno dei problemi da risolvere. Si tratta di una lista delle p.iva che sono registrate, ma lo hanno fatto con il nome della ditta e non con l’insegna della attività. Per questo non si riesce a capire a quale esercizio corrisponde e si ritrovano mail senza indicazioni specifiche”.

Questo genera confusione

“Si, infatti abbiamo pensato di rivedere completamente l’applicazione, in modo che si registrerà potrà farlo inserendo i propri dati per la fatturazione, ma soprattutto facendo capire chi è e la sua geolocalizzazione. Ci sarà anche uno spazio per il market place per incentivare le vendite online”.

Che tempi abbiamo?

“Diciamo che entro aprile ci siamo di sicuro”.

Non sarebbe il caso di inibire la funzione dei pagamenti per il momento?

“Nel momento in cui i soggetti con partita iva si registrano parte in automatico la presenza su quella lista che si vede adesso. Credevamo che ci fosse una maggiore attenzione, mandiamo le istruzioni ed è possibile leggere e vedere cosa fare, eventualmente potevano telefonarci o chiedere al proprio commercialista, stiamo intervenendo anche presso di loro con delle formazioni. Sinceramente pensavo che venisse compresa meglio e più velocemente, ma questa è una cosa che dipende dai territori”.

Cosa farete adesso?

“Chiameremo tutti i soggetti all’interno dell’elenco delle attività e cercheremo di capire chi vuole transare subito e chi più tardi. Chi lo vorrà fare dopo inizieremo ad eliminarlo dalla lista in modo che non ci sia più confusione per gli utenti. Rimarranno solo gli attivi e saranno visualizzati con il nome delle attività. Inoltre lavoreremo con i supermercati che in un primo momento avevamo lasciato fuori, visto che il rischio è quello che erodano tutto il credito a discapito delle piccole attività. Ci sarebbero a disposizione, con una distribuzione equa, circa 2500 euro per ogni partita iva. Vorrà dire che partiremo prima con i supermercati e gli altri, se vorranno, si accoderanno dopo”.