Crotone,
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Omicidio Verzino, fermato Vito Avenoso: avrebbe sparato per difendere la figlia dai maltrattamenti

Verzino, i carabinieri sul luogo dell'omicidio

Nelle primissime ore di questa mattina, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cirò Marina e quelli della Stazione di Verzino, hanno sottoposto a fermo d’indiziato di delitto Vito Avenoso, 64 anni, accusato di omicidio aggravato premeditato, tentato omicidio, porto illegale di arma clandestina e detenzione abusiva di munizioni, nonché di ricettazione.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri che hanno operato le indagini, Avenoso, adoperando un fucile calibro 12 con la matricola abrasa, illegalmente detenuto, ha dapprima teso un agguato al genero, Luigi Greco, 43 anni, verso le ore 10:00 nelle campagne tra Cerenzia e Caccuri, dove la vittima si trovava a bordo di un camion. In quella circostanza Greco era riuscito a scampare all’agguato.

Intorno alle ore 11:30 Vito Avenoso ha compiuto il suo intento, con modalità ancora in corso di compiuto accertamento, quando ha raggiunto Luigi Greco e i due figli di quest’ultimo, tra cui il ferito grave Francesco Greco, in via Lenin, presso la loro abitazione. Poco fuori dalla casa, Avenoso ha colpito mortalmente la vittima, ferendo gravemente il nipote Francesco e sparando complessivamente 7 colpi con il fucile da caccia. Sull’arma saranno effettuati ulteriori rilievi da parte del Ris di Messina (Reparto investigazioni scientifiche).

La cause del delitto, secondo gli investigatori, sono verosimilmente riconducibili ai prolungati dissidi familiari tra Avenoso e la famiglia di Luigi Greco.

Nel 2021 il Gip (giudice per indagini preliminari) del Tribunale di Crotone, aveva emesso, nei confronti di Luigi Greco e di uno dei suoi figli (quello scampato alla sparatoria), una ordinanza di custodia cautelare di divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da essa frequentati, per tutelare la moglie di Greco (e figlia di Avenoso), a causa di continui maltrattamenti di cui quest’ultima era vittima in ambito familiare.

Al termine degli accertamenti, che proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire ancora meglio le cause e dettagliare le modalità del delitto, Vito Avenoso è stato condotto presso la Casa Circondariale di Catanzaro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, informata dai Carabinieri di Cirò Marina.