Crotone,

Ndrangheta, operazione Malapianta: “I Mannolo imponevano il caffè nei villaggi turistici”

I Mannolo imponevano ai villaggi turistici quale caffè comprare. C’è un capitolo dell’ordinanza dell’operazione Malapianta dedicato proprio al condizionamento del mercato di caffè i cui maggiori attori sono Alfonso Mannolo e suo figlio Dante, titolare anche di un bar (Bar Dante) che questa mattina i finanzieri di hanno sequestrato in via Sculco, a Crotone.

Secondo la DDA “Paradigmatica è la situazione di sostanziale “assenza di concorrenzialità” che caratterizzava la commercializzazione del caffè presso le strutture ricettive presenti sul territorio di competenza criminale della fazione. Le indagini svelavano chiari interessi commerciali nel settore nella commercializzazione di una miscela di caffè denominata “Caffè Pellini”, che veniva effettuata per il tramite della ditta individuale di Pietruccia Scerbo, esercente l’attività di commercio e distribuzione all’ingrosso di caffè, con sede in Cutro, frazione di San Leonardo.

L’imposizione della miscela Pellini caffè, veniva ampiamente confermata da Giovanni Notarianni (amministratore della società “Alberghi del Mediterraneo”, conduttrice della struttura turistica Porto Kaleo).

Le forniture eludevano le normali prassi commerciali previdenti proposta e contrattazione. L’acquisto del caffè era imposto dai Mannolo.

Era stato Alfonso Mannolo per primo a “promuovere” l’attività commerciale “familiare”, rappresentata dal figlio Dante.

Si riportano gli stralci delle dichiarazioni rese da Giovanni Notarianni in data 05 e 06.12.2018.

Mannolo Alfonso, fin dai primi anni di attività, mi disse che sarebbe venuto il figlio Dante per la fornitura di caffè . Dante effettivamente si presentò al mio cospetto. Gli chiesi di farmi una proposta commerciale. Verificai che i prezzi erano in linea, ma al riguardo Mannolo Dante mi fece intendere che poteva avvantaggiarmi sul prezzo, la cosa importante era che avessi acquistato il caffè da lui e non da altri. Accettai dunque la fornitura perché per Dante era scontato che l’accordo venisse perfezionato….omissis.. Dante cambiò diverse aziende di caffè, il cui nome non lo ricordo con esattezzaDal momento in cui è entrato Mannolo Dante tra i fornitori di caffè, non si presentò nessun altro competitor di settore. Questa è, certamente, una anomalia commerciale.

Ricordo un particolare episodio, inerente proprio la fornitura di caffè. Un anno decisi di acquisire alcune macchinette per la distribuzione del caffè per i dipendenti. Contattai una ditta lametina che mi indirizzò su una ditta crotonese o isolitana non ricordo.

Il personale mi disse che Mannolo Dante era molto risentito per la collocazione di questi distributori ed aveva chiesto di toglierli. Il passo successivo sarebbe stato la collocazione di distributori promossi da Dante nella struttura, ma non

lo permisi…. Le forniture si aggirano tra i 5.000 e gli 8.000 euro stagionali. Ora che ricordo la prima ditta era la Santos caffè”.

Scrivono ancora gli inquirenti: “Si può facilmente riscontrare, dagli elementi contabili riportati, che le strutture ricettive indicate erano clienti “importanti” della ditta Scerbo. In particolare il Serene Village e Porto Kaleo erano tra i 4/5 migliori “acquirenti” di forniture di caffè.

Volendo fornire un dato aggregato Porto Kaleo, Serenè Village, Santa Monica, Triton e Sirio hanno acquistato dalla ditta Scerbo per un importo complessivo, tra il 2012 ed il 2016, di 107 mila euro. La cifra è ottenuta sommando gli acquisti annuali di caffè per ciascuna struttura, ed è indicata per difetto in quanto deficitaria degli importi relativi alle annualità 2017 e 2018”.

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