Crotone,

‘Ndrangheta, effetto Stige: arresti in Veneto e Calabria. C’è anche un direttore di banca

Sedici ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza su ordine del Gip di Padova. Tra gli arrestati anche il direttore di una filiale della Banca popolare di Vicenza.

Il Centro Operativo della Direzione antimafia di Padova ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti. Altre 4 persone, indagate a piede libero, dovranno rispondere del reato di fraudolenta dichiarazione mediante uso di fatture false. Le ordinanze firmate dal gip sono state eseguite dalla Squadra mobile di Padova, dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza.

Nell’operazione denominata “Fiore reciso” sono stati coinvolti  a vario titolo: Antonio Bartucca, 49 anni, originario di San Giovanni in Fiore, residente a Vigonza, artigiano, già detenuto presso la Casa di reclusione di Padova; Giovanni Spadafora, 45 anni, di San Giovanni in Fiore, residente a Vigonza, artigiano, già detenuto presso la Casa Circondariale di Tolmezzo; Pasquale Pullano, 40 anni, originario di Crotone, residente a Isola Capo Rizzuto, con domicilio a San Martino Buon Albergo, operaio; Saimir Vezi (soprannominato “Sergio”), 42 anni, albanese, residente anagraficamente in Sala Bolognese, disoccupato; Domenico Carbone, 40 anni, originario di Catanzaro, imprenditore residente a Fiesso d’Artico; Domenico Sottile (soprannominato “Mimmo”), 41 anni, originario di Crotone, residente a Spinea, ex dipendente di poste italiane; Giuseppe Cozza, 42 anni, originario di Crotone, residente a Isola di Capo Rizzuto, operaio con domicilio a Bovolone, tutti sottoposti a custodia in carcere. Arresti domiciliari per: Lorenzo, Ceoldo 47 anni, padovano, disoccupato, residente a Vigonza; Vincenzo Giglio, 26 anni di Crotone, residente a Strongoli, imprenditore, già detenuto presso la Casa Circondariale di Cosenza; Antonio Giardino, 48 anni, originario di Isola di Capo Rizzuto, residente a Verona, imprenditore; Luca Segato, 47 anni, residente a Vigonza, disoccupato; Nicola Girina, 39 anni, residente a Dolo, commerciante; Antonino Cassandro, 47 anni, residente a Vigonza (PD), disoccupato; Federico Zambrini, 49 anni, originario di Bologna, residente a Piovene Rocchette, funzionario di banca; Enrico Borrini, 52 anni, residente a San Felice del Benaco, artigiano; Roberto Longone, 44 anni, residente a Piove di Sacco, funzionario di banca.

Tra gli arrestati nell’inchiesta condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Padova, ci sono anche il direttore della filiale della Banca Popolare di Vicenza di Vigonza (in provincia di Padova) e un suo collaboratore. Il direttore, secondo la ricostruzione effettuata dagli uomini della Dia, aveva aiutato un piccolo imprenditore calabrese associato a una cosca della ‘ndrangheta, a fare falsa fatturazione e far muovere denaro (150 mila euro di prelievi documentati nel solo 2016 a fronte di un reddito dichiarato di 17 mila euro). Oltre a un vantaggio personale il direttore di filiale aveva anche chiesto e ottenuto nel settembre 2014 dall’affiliato alla cosca, la sottoscrizione di azioni della BpVi (Banca popolare di Vicenza) per 61 mila euro (valore poi azzerato dal crac dell’istituto di credito), polizze, obbligazioni, mutui, prestiti, conti correnti. Gli arresti, 7 in carcere e 9 ai domiciliari, sono stati eseguiti a Vicenza, Verona, Padova, Rovigo, Venezia, Crotone, Brescia. Tre delle persone arrestate oggi sono state già sottoposte a misure cautelari nel corso dell’operazione Stige dalla Dda di Catanzaro. Secondo gli investigatori, queste tre persone avevano il compito di dare appoggio logistico in Veneto alle cosche della ‘ndrangheta, ma anche di fare affari infiltrandosi negli appalti pubblici e nelle attività commerciali della regione. Gli investigatori hanno anche eseguito un sequestro preventivo nei confronti della filiale BpVi interessata, nel rispetto della normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Sequestrati beni per 800 mila euro in Veneto e Calabria tra immobili, automobili, stupefacenti, armi e moto.

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