Crotone,

“Maria coraggio”, canzone dei Litfiba per Lea Garofalo

“Maria coraggio” è il titolo del singolo dei Litfiba, al secolo Piero Pelù e Ghigo Renzulli, contenuto nell’ultimo lavoro Eutòpia. Il retroscena della canzone è stato svelato nel corso di una trasmissione radiofonica su Virgin Radio nella quale così si esprime Piero Pelù: “È una storia dura. L’ho scritta qualche anno fa, ma ora l’ho perfezionata con Ghigo. La storia di Lea Garofalo è la storia dura di una donna che si ribella al clan ‘ndranghetistico di famiglia, diventa collaboratrice di giustizia, vive in un programma di protezione speciale e poi viene tradita dalla stessa famiglia che la uccide barbaramente. È una storia terribile, Lea Garofalo è una donna rock in maniera esponenziale, noi in confronto siamo veramente dei boy scout. E come lei è la figlia Denise che saluto e spero ci stia ascoltando. Ciao Denise, siamo con te”.

La storia processuale di Lea Garofalo.

Il 28 maggio 2013 la Corte d’assise d’Appello di Milano conferma 4 dei 6 ergastoli inflitti in primo grado. Conferma l’ergastolo per Carlo e Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino; 25 anni di reclusione per Carmine Venturino e assoluzione per non aver commesso il fatto per Giuseppe Cosco; inoltre la Corte ha disposto il risarcimento dei danni per le parti civili: la figlia, la madre e la sorella di Lea Garofalo e il comune di Milano.

Il 18 dicembre 2014 le condanne della Corte d’Assise d’Appello di Milano vengono tutte confermate dalla Cassazione che le rende definitive.

Dagli atti processuali emergerà che il 20 novembre del 2009 Cosco attirò l’ex compagna (ormai fuoriuscita da mesi dallo speciale programma di protezione) a Milano, anche con la scusa di parlare del futuro della loro figlia Denise. La sera del 24 novembre, approfittando di un momento in cui Lea rimane da sola senza Denise, Carlo la conduce in un appartamento che si era fatto prestare proprio per quello scopo. Ad attenderli in casa c’è Vito Cosco detto “Sergio”. In quel luogo Lea viene uccisa. A portar via il cadavere da quell’appartamento saranno poi Carmine Venturino (ex fidanzato di Denise, messa al suo fianco dal padre per controllarla), Rosario Curcio e Massimo Sabatino. Il corpo di Lea viene infatti portato a San Fruttuoso, un quartiere di Monza, dove viene poi dato alle fiamme per tre giorni fino alla completa distruzione (solo dopo la condanna di primo grado, Carmine Venturino inizia a fare dichiarazioni che nel processo d’Appello porteranno a rinvenire più di 2000 frammenti ossei e la collana di Lea Garofalo).

Ecco il testo di Maria Coraggio.

“Tic toc, tic toc, Maria si sveglia, la notte è lunga e vede tutto diverso

Tic toc, tic toc nuovi orizzonti nuove luci e nuove unghie più forti.

Rompe la gabbia, Maria è una guerriera, mastica sabbia oltre la frontiera…

E danza, Maria danza, Maria danza, Maria danza nella sua stanza, nella sua stanza, nella sua stanza, nella sua stanza, danza e danza, ma Maria danza ma, sull’arroganza ma, la gente è stronza, stronza, stronza, ha memoria corta, fa violenza sorda ma Maria danza, danza… lei è Maria ribelle Maria ribelle vuol vedere il rovescio di tutte le cose e delle persone, Maria coraggio ci crede e ci prova a lottare i fantasmi, a lottare la piovra… Rompe la gabbia, Maria è una guerriera, mastica sabbia oltre la frontiera…

E danza, Maria danza, Maria danza, Maria danza nella sua stanza, nella sua stanza, nella sua stanza, nella sua stanza, danza e danza, ma Maria danza ma, sull’arroganza ma, la gente è stronza, stronza, stronza, ha memoria corta, fa violenza sorda ma Maria danza, danza… lei è Maria ribelle, lei è Maria coraggio.

E danza, Maria danza, Maria danza, Maria danza nella sua stanza, nella sua stanza sull’arroganza, Maria canta, Maria canta”.

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