Crotone,
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Lo sport calabrese contro Comune e Akrea, Coni e Lnd-Figc: “Tariffe inaccettabili e abnormi”

Da sinistra: Mirarchi, Condipodero, Talarico

“Decisioni insensate e scellerate che hanno bisogno di una rivisitazione”. Così il presidente del Coni Calabria, Maurizio Condipodero, sulle tariffe, approvate dal Comune di Crotone e proposte da Akrea, per la concessione degli spazi alle società sportive. A Condipodero fanno eco Saverio Mirarchi, presidente del Comitato regionale Calabria della Lega nazionale Dilettanti della Figc e Giuseppe Talarico presidente della delegazione provinciale di Crotone che definiscono le tariffe: “Inaccettabili”.

“Il Comune, nella definizione delle tariffe – scrive Condipodero – deve tenere conto dello stato dei singoli impianti, del costo di gestione, delle tipologie di utilizzo da parte degli utenti e di agevolazioni volte a favorire l’agonismo, l’attività delle scuole, dei giovani e dei soggetti deboli. Il tariffario deve prevedere tariffe maggiorate nel caso di utilizzo degli impianti per manifestazioni extra-sportive” che poi sul costo delle tariffe aggiunge: “Abnormi. Improponibili le tariffe per società sportive che si spendono sul territorio, affrontando immense difficoltà, aggravate dall’emergenza covid 19 che ha attanagliato l’intero Paese e l’intero mondo”.

Mirarchi e Talarico scrivono: “Abbiamo appreso con profondo sgomento della pubblicazione delle tariffe per l’utilizzo degli impianti comunali della città di Crotone, PalaMilone, PalaKrò e Settore B.

Da uomini di sport, prima ancora che rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, sosteniamo con fermezza che tali importi sono inaccettabili.

Conosciamo bene la situazione di grave difficoltà economica a cui le nostre associate, circa 500 per oltre 30 mila tesserati, stanno andando incontro a seguito della grave emergenza pandemica che ha colpito tutti.

Ciò nonostante, l’enorme dedizione dei nostri dirigenti, la loro voglia di ripartire, che onestamente ci ha reso orgogliosi, ha permesso di poter mandare avanti l’importante ruolo di aggregazione e di educatore che una società sportiva ricopre all’interno della società civile.

Non solo la gara della domenica, come superficialmente si potrà credere, ma anche e soprattutto un’attività sociale di fondamentale importanza. Naturalmente il tutto ricorrendo a risorse personali, sacrificando tempo ed economie alle proprie famiglie e non avendo alcun ritorno economico.

In un momento storico come quello attuale, ci sembra oltremodo fuori luogo prevedere un aggravio di spese per le società dilettantistiche: è oggi il tempo di stare ancor di più vicino a chi ha voglia e desiderio di occuparsi della crescita e della formazione dei nostri giovani.

Come Comitato regionale Calabria della Lnd/Figc abbiamo già perso due società di Calcio a 5 della città di Crotone e probabilmente, a questi costi, perderemo altre società che si occupano di “Settore giovanile”. Ma come ben capirà, è la stessa città di Crotone a perdere del valore aggiunto per la società civile.

Con questa missiva, auspichiamo e sollecitiamo una rivisitazione delle tariffe che al momento non rendono sostenibile economicamente le attività sportive e ci rendiamo fin da ora disponibili ad un incontro per concordare le misure più consone per favorire la pratica sportiva delle nostre associate”.

In conclusione il presidente del Coni Calabria, il presidente della Lega nazionale dilettanti della Figc Calabria e quello provinciale di Crotone, chiedono al commissario prefettizio del Comune di Crotone, Tiziana Costantino, di rivedere questa delibera e il costo delle tariffe che di fatto condannerebbe a morte lo sport crotonese. E manca ancora la piscina olimpionica.

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