Crotone,
Tempo di lettura: 2m 50s

Lettera: “Nessuno sputo, nessun insulto, ma solo una discussione sull’opportunità di ricovero mentre mio padre che urlava e piangeva di dolore”

Ospedale di Crotone

Riceviamo e pubblichiamo:

“Egregio direttore, dopo aver letto la ricostruzione dei fatti raccontatele da non so bene chi del reparto di Ortopedia di Crotone, sento il dovere di intervenire tempestivamente per ristabilire la verità, considerato che la vicenda mi vede mio malgrado protagonista.

Ieri pomeriggio intorno alle 17:30 mi sono recato in ospedale al Pronto Soccorso con mio padre che è da alcune settimane sofferente ad una spalla con un dolore indicibile.

Medici e infermieri del Pronto Soccorso sono stati gentilissimi e squisiti e ci hanno inviato al reparto di Ortopedia per una consulenza. Tra l’altro aggiungo che proprio perché questo dolore sta facendo soffrire tantissimo mio padre, purtroppo non è la prima volta che ci rechiamo al Pronto Soccorso e ormai ci conoscono pure.

In Ortopedia abbiamo trovato un medico gentilissimo, accorto e accurato che, da grande professionista, si è preso cura di mio padre. Ha fatto una manovra alla spalla e grazie a questo mio padre sembrava poter lenire la sua sofferenza. Quindi siamo andati via dopo le ore 19:00, ma mentre ci stavamo recando in farmacia per comprare alcuni farmaci, mio padre ha cominciato ad avere di nuovo dolore.

Così ci siamo recati di nuovo in ospedale con la speranza che almeno quell’atroce dolore potesse essere in qualche modo ridotto.

Dal Pronto Soccorso di nuovo in Ortopedia e qui non abbiamo trovato più il medico di prima, perché c’era il cambio turno. Un nuovo consulto con il medico che avrebbe dovuto fare una cd ‘manovra’ alla spalla. Costui dapprima ha temporeggiando e alla fine, su sollecitazione mia e di mio padre, ha effettuato la manovra con grande successo. Nessuno sputo, nessuna minaccia o quant’altro. Un semplice alterco sull’opportunità di procedere alla manovra o ricoverare mio padre, risolto in qualche attimo, vista anche la situazione di quest’ultimo periodo.

Siamo tornati al Pronto Soccorso e poco dopo è arrivato il medico con i carabinieri. Gli stessi carabinieri hanno potuto constare che di fatti era stata comunque solo una discussione.

Ora, detto questo, mi dispiace tantissimo che i fatti accaduti per come glieli sto descrivendo siano stati raccontati in maniera difforme al Primario di Ortopedia. Così come mi dispiace che la situazione si sia evoluta in questo modo. Io sono un professionista e rispetto il lavoro di tutti, soprattutto di medici che in questo momento hanno tutta la mia solidarietà. Non sono abituato ad alcuni atteggiamenti con i quali qualcuno ha cercato di descrivermi. Posso solo dire che un uomo di 70 anni, uno che si è rotto la schiena sul lavoro per decine di anni, vederlo piangere e gridare per quel dolore è straziante. Le cose sono andate così. È un momento in cui siamo tutti sotto stress, ma non mi sono mai sognato di fare quello che è stato descritto. Nessuno sputo e nessun insulto. Non sono cose che mi appartengono come uomo che ha ereditato i valori proprio da quel padre che urlava e piangeva di dolore.

Spero che questo serva per ristabilire la verità dei fatti per come è stata illustrata anche ai carabinieri ieri sera”.

Lettera firmata