Crotone,
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Lettera in redazione: “Rischio di perdere la disoccupazione perché l’azienda per cui ho lavorato non ha versato i contributi”

Riceviamo e pubblichiamo

“Gentile direttore, le scrivo per portarla a conoscenza della seguente situazione.

Da agosto a novembre 2019 ho lavorato presso Abramo Customer Care, nella sede di Crotone come operatore back-office con contratto a tempo determinato. A novembre il rapporto di lavoro è stato cessato perché avevo trovato di meglio. A gennaio, disoccupato, vado al CAF per richiedere l’indennità di disoccupazione che mi spettava. Porto tutti i documenti necessari, buste paga, contratti, estratto conto Inps. Attendo i giorni per ultimare la lavorazione e l’Inps mi comunica che la richiesta mi è stata rigettata in quanto non avevo le giornate di lavoro minime necessarie per poter richiedere la prestazione interessata. Vuole sapere perché? Perché l’azienda di Abramo non ha versato i contributi per i quali ho lavorato, per cui mi ritrovo senza lavoro e senza neanche la possibilità di richiedere la disoccupazione che per legge mi spetta. Tramite consiglio del Caf, ho inviato tre email ai tre indirizzi presenti sul sito di Abramo il 4 febbraio, senza mai ricevere risposta. Ho chiamato dunque la sede legale di Catanzaro, dove mi è stato detto di recarmi presso la reception di Crotone per chiarire la situazione. A Crotone la receptionist mi dice che non capisce come mai Catanzaro mi avesse mandato lì a Crotone visto che il commercialista sta a Catanzaro. Per cui chiamo nuovamente il numero della sede legale, faccio il cosiddetto “cazziatone” e mi dicono che hanno preso in carico la situazione e che entro il fine settimana avrebbero pagato i contributi. Convito di ciò, mi tranquillizzo, ma subito dopo scopro che altri dipendenti di Abramo non si ritrovano i contributi pagati, per cui anche loro non possono chiedere l’indennizzo di disoccupazione. Chiamano anche loro, circa una settimana dopo il famoso weekend entro il quale avrebbero risolto la mia situazione, e viene detto loro che nel fine settimana avrebbero risolto. Siamo a fine mese e non hanno risolto un cavolo, i contributi non sono stati pagati, abbiamo un tempo di 68 giorni dalla fine del rapporto lavorativo per poter richiedere la Naspi che, se come nel mio caso viene rifiutata, abbiamo 90 giorni dalla data del rifiuto per poter fare ricorso. Come può ben immaginare la situazione è veramente drammatica e scrivo perché voglio rendere pubblica questa vicenda, con la speranza che si facciano degli esami di coscienza e paghino ciò che ci spetta”.

Davide Mellace

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