Crotone
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In campo “bottiglie, monetine e accendini senza colpire nessuno”, ma risultato omologato: sicuri che questo sia sport?

“Per avere propri sostenitori durante la gara lanciato sul terreno di gioco bottiglie, monetine e accendini senza colpire nessuno”. Questa è la motivazione del Giudice sportivo con la quale viene comminata alla società catanzarese che ha “ospitato” lo scorso fine settimana la Big Sport Crotone per una gara di campionato, per giunta in quella che viene considerata la casa federale del settore giovanile calabrese. La fine è stata fischiata con qualche minuto di anticipo dall’arbitro proprio a seguito del lancio di oggetti, anche perché in caso contrario non si capisce perché il direttore di gara avesse sentito la necessità di mettere fine a quell’incontro. Nello stesso provvedimento vengono adottate delle squalifiche sia per dirigenti che per calciatori di entrambe le squadre.

Adesso, al di là dei tecnicismi che gli enti sportivi ai diversi livelli possono adottare, non è qualcosa forse nel sistema andrebbe rivisto?

Qualcuno, ben pensando di rispondere al nostro articolo su un’altra testata (la deontologia giornalistica, questa sconosciuta), in cui abbiamo definito “follia” quell’atteggiamento certificato anche dal Giudice sportivo, aveva minimizzato, dicendo che in campo era piovuta una sola bottiglietta d’acqua, evidentemente bollando di fatto come non veritiero il racconto di questo giornale. Inoltre anche l’intervento delle forze dell’ordine è una cosa certa, così come il pullman scortato fino a qualche chilometro da Crotone (se volete pubblichiamo i video).

La cosa che però lascia basiti ripeto, al di là dei tecnicismi che un organo può adottare, è la decisione di omologare il risultato. E guardate bene: non ci interessa proprio nulla se la squadra aggredita è crotonese o di ottenere una vittoria a tavolino. Conoscendo la Big Sport da tanti anni basta vedere i risultati ottenuti sul campo per capire che non è così.

Il problema serio è il messaggio: siamo sicuri che riconoscendo quello che è accaduto, ma considerando la partita portata a termine, quindi senza ulteriori provvedimenti, diamo un messaggio positivo? Siamo proprio sicuri che questo è il settore giovanile da cui ripartire per rifondare il calcio in Italia e, soprattutto, far crescere giovani uomini e donne del domani?

Datevi una risposta, perché una riflessione seria andrebbe fatta.

Io, da padre, inizierei a pensare ad un altro sport per i miei figli. E questa, sicuramente, è già una sconfitta. Perché come me, in questo momento, sono in molti a pensarla così.