Catanzaro
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Finisce un incubo: Carolina Girasole assolta da tutti i reati anche in Appello

Carolina Girasole

La fine di un incubo durato sei anni. Carolina Girasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, è stata assolta anche nel processo d’appello da tutti i reati per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste. Assolto anche il marito Franco Pugliese.   Poco dopo le 17:30 di oggi il presidente della Corte, Giancarlo Bianchi, ha letto la sentenza che conferma in toto quella di primo grado emessa dal Tribunale di Crotone nell’ambito del procedimento Insula.

Nemmeno in Appello ha retto l’impianto accusatorio della Dda di Catanzaro che contestava all’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto di essere stata eletta con i voti della famiglia Arena e di averla favorita nella raccolta di un campo di finocchi su un terreno confiscato. Quel terreno ancora oggi è gestito dalla cooperativa Terre Joniche – Libera terra, grazie proprio ai provvedimenti assunti all’epoca dalla Giunta Girasole. Finisce un incubo per l’ex sindaco, un incubo iniziato il 3 dicembre 2013 quando i finanzieri bussarono a casa sua per notificare un provvedimento di arresti domiciliari emesso dal gip distrettuale Abigail Mellace. Girasole e Pugliese furono scarcerati dopo 162 giorni di arresti domiciliari nel maggio del 2014 perchè la Procura richiese il giudizio immediato.
Gli avvocati difensori Marcello Bombardiere e Mario Bombardiere avevano presentato in Appello una memoria difensiva di oltre 130 pagine nella quale sono ricostruiti tutti i passaggi burocratici attraverso gli atti pubblici. E proprio sugli atti, e a volte sulla sparizione di alcuni di essi, si era soffermato Mario Bombardiere che ha più volte parlato di accanimento contro l’ex sindaco Girasole e il marito, ricostruendo anche una serie di errori che avrebbero portato all’arresto e quindi all’imputazione degli stessi
Confermata, dunque, la sentenza di primo grado che vede, inoltre, assolti dall’accusa di turbativa d’asta anche Domenico Battigaglia (ex assessore comunale) e Antonio Calabretta, funzionario del Comune. Assolti dall’accusa di voto di scambio anche Nicola e Pasquale Arena. Per le contestazioni dei reati di abuso d’ufficio e turbativa in primo grado sono stati assolti anche Pasquale Arena e Paolo Lentini, mentre sono stati condannati a 3 anni e sei mesi ciascuno il boss Nicola Arena e gli imprenditori Antonio De Meco e Antonio Guarino. Il presidente del collegio giudicante ha disposto il non luogo a procedere contro Massimo Arena nel frattempo deceduto. Dall’accusa di associazione mafiosa sono stati assolti Nicola Arena e il figlio Pasquale, così come Francesco Ponissa che però è stato condannato a quattro anni di reclusione per estorsione, ma assolto dal reato di usura. Condannati per il reato di turbativa d’asta Nicola Arena, Antonio De Meco e Antonio Guarino, tutti ad una pena di tre anni e sei mesi di reclusione.