La recente installazione di una caditoia per la raccolta delle acque bianche in via San Benedetto da Norcia, nella frazione Farina, riaccende il dibattito sul tema degli allagamenti e della sicurezza idraulica del territorio.
A intervenire sulla vicenda è Clorinda De Maio, cittadina crotonese, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di affrontare il problema con una visione più ampia e strutturale. Il riferimento è al post pubblicato nei giorni scorsi dalla consigliera comunale Marisa Luana Cavallo, oggi capogruppo della Lega in Consiglio comunale, nel quale veniva annunciato l’intervento in via San Benedetto da Norcia, presentato come una soluzione definitiva agli allagamenti invernali per i residenti.
Secondo De Maio, però, una dichiarazione di questo tipo merita un approfondimento, perché rischia di trasmettere ai cittadini l’idea che una problematica complessa possa essere risolta attraverso un’unica opera puntuale.
Chi vive da anni nella frazione Farina, sostiene la cittadina, conosce bene la natura del problema. Gli allagamenti non sarebbero legati soltanto alla raccolta delle acque superficiali, ma riguarderebbero l’intero assetto del territorio: il naturale deflusso delle acque meteoriche, la morfologia dei terreni, le quote altimetriche, i riporti di terra, le opere di contenimento e le trasformazioni urbanistiche che si sono succedute nel tempo.
Un tema, dunque, che non sarebbe nuovo né sconosciuto alle istituzioni. Lo stesso Comune di Crotone, nell’ambito del procedimento di approvazione del nuovo Piano Strutturale Comunale, ha predisposto elaborati dedicati alle condizioni di rischio, ai vincoli infrastrutturali, alle tutele paesaggistico-ambientali e al recepimento degli studi geomorfologici. Anche il Rapporto Ambientale del PSC richiama la necessità di considerare il rischio idraulico e idrogeologico nella pianificazione del territorio e nella valutazione delle trasformazioni urbanistiche.
Per De Maio, questo dimostra che la questione non può essere liquidata come una semplice percezione dei residenti, ma rappresenta un tema già presente negli strumenti di pianificazione comunale e, quindi, meritevole di un’attenzione tecnica e amministrativa adeguata.
Proprio per questo è stato predisposto un esposto amministrativo, trasmesso al Comune di Crotone, alla Prefettura, alla Procura della Repubblica, alla Protezione Civile e agli altri enti competenti. Nel documento vengono richiesti sopralluoghi, verifiche urbanistiche, edilizie e idrauliche, oltre a una ricognizione dell’intero comparto territoriale, con l’obiettivo di accertare la compatibilità delle trasformazioni intervenute con la sicurezza dell’area.
L’esposto, viene sottolineato, nasce dalla convinzione che la prevenzione del rischio idraulico rappresenti un interesse pubblico e che le istituzioni abbiano il dovere di intervenire con strumenti tecnici adeguati, nel rispetto dei principi di prevenzione, precauzione e buona amministrazione.
Una caditoia, precisa De Maio, può certamente costituire un intervento utile per migliorare la raccolta delle acque superficiali. Ciò che viene contestato è la scelta di presentare un’opera di questo tipo come soluzione definitiva di un problema che, secondo gli stessi strumenti urbanistici comunali, richiederebbe valutazioni molto più ampie, fondate su studi idraulici, geomorfologici e urbanistici.
Negli anni passati, i cittadini avevano già segnalato queste criticità agli amministratori comunali, confidando in un approfondimento nelle sedi istituzionali competenti. Oggi, secondo De Maio, è arrivato il momento di superare la logica degli annunci e di aprire una discussione pubblica sul futuro idraulico della frazione Farina.
Da qui l’appello rivolto al nuovo Consiglio comunale, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione. “Tra i consiglieri siedono persone provenienti dal mondo dell’associazionismo, del volontariato, del Terzo Settore, dell’impegno civico e delle professioni”, osserva De Maio, chiedendo a tutti di affrontare la vicenda con il senso di responsabilità richiesto da un tema che riguarda la sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio pubblico e privato.
La richiesta è che il Consiglio comunale discuta pubblicamente il rischio idraulico della frazione Farina, coinvolgendo gli uffici tecnici comunali, la Protezione Civile, gli enti competenti in materia di difesa del suolo e tutti i soggetti istituzionali chiamati a valutare gli effetti delle trasformazioni territoriali.
Per De Maio, l’esposto amministrativo rappresenta soltanto un primo passo. Qualora le criticità segnalate non dovessero essere adeguatamente approfondite e, in occasione di futuri eventi meteorologici, dovessero verificarsi nuovi danni ai beni dei cittadini o alla loro sicurezza, la cittadina annuncia la volontà di continuare a rivolgersi a tutte le sedi amministrative e giudiziarie competenti, affinché vengano accertati i fatti, valutate eventuali responsabilità e tutelati i diritti delle persone coinvolte.
“La sicurezza del territorio non può essere misurata attraverso la comunicazione politica”, è il messaggio che emerge dall’intervento. Al contrario, deve fondarsi sulla qualità della pianificazione urbanistica, sul rispetto delle regole, sul controllo del territorio e sulla capacità delle istituzioni di prevenire i problemi, prima che i danni si verifichino.
Non promesse, dunque, ma trasparenza, verifiche tecniche, responsabilità amministrativa e una visione complessiva del territorio. Perché, conclude De Maio, la tutela della vita, delle abitazioni e del patrimonio dei cittadini non può essere affidata a slogan o a interventi presentati come risolutivi senza un confronto pubblico supportato da adeguate valutazioni tecniche.
Resta infine aperto un interrogativo sul livello di vigilanza esercitato negli anni sulle trasformazioni edilizie e morfologiche che hanno interessato l’area di Farina. La prevenzione del rischio, secondo De Maio, non inizia con la realizzazione di una nuova opera, ma con il controllo costante del rispetto delle regole urbanistiche, edilizie e ambientali. Quando questi controlli risultano insufficienti o tardivi, il rischio è che il costo delle omissioni ricada ancora una volta sui cittadini.
Unisciti al canale Telegram di CrotoneNews per essere sempre aggiornato



