Crotone, 
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Esuberi e tagli al reddito, la denuncia della CONF.I.A.L.: “Su LUO Digital serve chiarezza”

La CONF.I.A.L. Calabria accende i riflettori sulla situazione dei lavoratori LUO Digital di Crotone e contesta duramente le modalità con cui sarebbe stato sottoscritto l’accordo del 27 luglio tra LUO S.r.l. e le segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-FPC e UGL-Telecomunicazioni, insieme alle RSA aziendali.

Secondo quanto denunciato dal segretario regionale confederale della CONF.I.A.L. Calabria, Fabio Tomaino, l’intesa sarebbe stata raggiunta in videoconferenza senza un preventivo confronto con i lavoratori del sito crotonese. Nel documento, sottolinea il sindacato, vengono indicati con nome e cognome i rappresentanti nazionali, mentre non comparirebbero i nominativi delle RSA aziendali. Un aspetto che, per la CONF.I.A.L., solleva interrogativi su chi abbia rappresentato il sito di Crotone, con quale mandato e dopo quale passaggio assembleare.

Al centro della contestazione c’è soprattutto l’assenza, a Crotone, di un’assemblea preventiva su una procedura destinata a incidere direttamente su orario di lavoro, retribuzioni e prospettive occupazionali. Per il sindacato, i lavoratori sarebbero stati messi davanti a decisioni già assunte, senza poter conoscere prima i contenuti dell’accordo e senza essere coinvolti in un confronto reale.

L’operazione societaria che ha portato alla nascita di LUO, attraverso l’aggregazione tra Network Contacts e Step, era stata presentata come un progetto di rilancio industriale. Tuttavia, secondo la CONF.I.A.L., il piano richiamato nell’accordo e depositato in sede ministeriale il 16 dicembre 2025 non sarebbe stato adeguatamente illustrato ai lavoratori, che non conoscerebbero ancora nel dettaglio investimenti, nuove commesse, programmi formativi e ricadute sui singoli siti produttivi.

La realtà descritta dal sindacato appare ben diversa dalla narrazione legata a innovazione, intelligenza artificiale, servizi digitali e valorizzazione delle competenze. L’accordo, infatti, farebbe riferimento a 380 esuberi su 3.033 dipendenti, a un Contratto di Solidarietà che coinvolgerà più unità produttive, compresa Crotone, per un totale di 1.093 lavoratori, e a una procedura di mobilità e licenziamento collettivo per un massimo di 150 uscite volontarie.

Contestato anche l’incentivo previsto per chi aderirà volontariamente all’uscita: una sola mensilità. Una proposta che la CONF.I.A.L. definisce mortificante per la dignità e la professionalità di lavoratori che, in molti casi, hanno dedicato decenni al settore.

Il Contratto di Solidarietà decorrerà dal 31 agosto, avrà una durata di nove mesi e prevede una riduzione media dell’orario fino al 35%, normalmente applicata in modalità verticale. Una misura che, evidenzia il sindacato, avrà effetti concreti sulle buste paga e sugli istituti economici diretti e indiretti.

“La formazione e l’innovazione non possono diventare l’alibi per ridurre personale e reddito”, è la posizione della CONF.I.A.L., che chiede maggiore chiarezza sui percorsi formativi annunciati. Secondo Tomaino, mancherebbero programmi, contenuti, qualifiche da conseguire e garanzie occupazionali verificabili, mentre esuberi e sacrifici economici sarebbero già stati messi nero su bianco.

Un altro punto critico riguarda l’elenco nominativo allegato all’accordo, contenente qualifica, data di assunzione, orario e unità produttiva dei lavoratori coinvolti. A Crotone, denuncia il sindacato, le persone interessate non risulterebbero informate del proprio eventuale inserimento nella procedura. “Qualcuno ha già scritto i loro nomi, mentre loro non sanno ancora cosa sia stato deciso sul proprio lavoro e sul proprio reddito”, afferma la CONF.I.A.L.

Il sindacato chiede inoltre di chiarire quale sia la reale incidenza della crisi sul sito crotonese. Nell’accordo, infatti, verrebbero inizialmente quantificati 330 esuberi legati a “inoccupancy” e calo dei volumi, con un prospetto riferito alle unità Enel di Molfetta e Taranto. Successivamente, richiamando uno squilibrio negli uffici trasversali, il numero degli esuberi salirebbe a 380, mentre la solidarietà verrebbe estesa a più sedi, compresa Crotone.

Da qui le domande poste dalla CONF.I.A.L.: quale parte della crisi riguarda realmente il sito di Crotone? Quali sono i volumi, le commesse, i risultati e le eventuali eccedenze della sede crotonese? Perché Crotone viene inserita nella platea dei sacrifici se il prospetto richiamato indica altre unità produttive?

Per il sindacato, la crisi del sito crotonese non può essere presunta solo perché la sede appartiene allo stesso gruppo, ma deve essere dimostrata attraverso atti, bilanci e dati produttivi.

La CONF.I.A.L. contesta anche il comunicato del 31 luglio, sottoscritto dalle sole segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UIL-FPC, nel quale l’intesa viene definita espressione di una “organizzazione del lavoro moderna e sostenibile”. Una valutazione che il sindacato giudica in contrasto con i contenuti dell’accordo, che certifica esuberi, applica un ammortizzatore sociale, riduce orario e reddito e apre una procedura collettiva.

“La partecipazione non può essere invocata quando bisogna chiedere l’adesione a uno sciopero e dimenticata quando si decide il futuro delle persone”, sostiene Tomaino, secondo cui i lavoratori non possono essere trattati come destinatari passivi di decisioni assunte altrove.

La vicenda, aggiunge la CONF.I.A.L., si inserisce in un quadro già problematico per il sito di Crotone, dove il sindacato denuncia da tempo criticità legate a sicurezza, salubrità, postazioni e organizzazione del lavoro, oltre a una gestione ritenuta discrezionale di ferie, lavoro agile e assistenza ai familiari con disabilità. Su questi aspetti, la sigla attende ancora gli esiti degli interventi dell’ASP e dell’Ispettorato territoriale del lavoro sollecitati nei mesi scorsi.

Negli ultimi giorni, inoltre, sarebbero state segnalate presenze di rifiuti all’esterno, materiali nei locali e una rilevante presenza di formiche. Circostanze che la CONF.I.A.L. annuncia di voler sottoporre alle autorità competenti per le necessarie verifiche igienico-sanitarie e di sicurezza.

Il sindacato annuncia quindi l’intenzione di interessare istituzioni e autorità competenti, chiedendo l’acquisizione del piano industriale, dell’elenco nominativo, dei dati produttivi relativi a Crotone, dei criteri di applicazione della solidarietà, dei programmi formativi e di tutti gli elementi legati alla procedura collettiva.

Per la CONF.I.A.L., ogni ragionamento sullo sviluppo e sul futuro del lavoro deve partire dalla tutela dell’occupazione, delle professionalità e del territorio. “I lavoratori non sono spettatori, destinatari passivi o semplici nomi allegati a un verbale”, conclude Tomaino. “Il sindacato non decide al loro posto e, soprattutto, non decide a loro insaputa: decide insieme a loro”.