Crotone,

Discarica radioattiva, Arpacal: “Inutile la messa in sicurezza di Syndial. Occorre bonificare”

In giallo la discarica ex Fosfotec

“Considerata la natura del sito, l’intervento del Mise effettuato da Syndial, atto a ripristinare i livelli di radioattività naturale in 6 anni, si ritiene inutile visti i livelli di radioattività registrati. È facile supporre che l’interazione tra un sistema dinamico (mare – fiume Esaro e discarica) non solo è presente e dimostrato, ma porta alla luce contaminanti che alterano il livello di radioattività ambientale e pertanto il sito necessità di bonifica, anche dal punto di vista radiologico”.

È quanto hanno messo nero su bianco i tecnici del Dipartimento di Crotone dell’Arpacal (agenzia regionale per l’ambiente della Calabria) nel documento-relazione trasmesso agli enti competenti sulla misurazione radiometriche dell’arenile antistante la discarica ex Fosfotec, Farina-Trappeto. Relazione arrivata sul tavolo del prefetto Cosima di Stani e immediatamente trasmessa a tutti gli interessati che ne discuteranno nella prossima riunione del 3 maggio prossimo.

Uno studio che l’Arpacal ha effettuato come supporto tecnico su richiesta del Commissario straordinario per la Bonifica del Sin di Crotone, Elisabetta Belli.

I rilievi radiometrici sul campo sono stati effettuati da Arpacal nei giorni 28 e 30 marzo del 2018 proprio sull’arenile antistante la discarica ex Fosfotec in località Farina-Trappeto. Il fine era quello di monitorare, a sei anni dall’intervento del Mise (messa in sicurezza di emergenza) di Syndial, il livello di radioattività presente.

Nel 2010 il laboratorio fisico Arpacal di Catanzaro aveva rilevato importanti anomalie radiometriche nelle aree adiacenti la foce del fiume Esaro. Nel 2012 Syndial aveva terminato le operazioni di messa in sicurezza, procedendo con la rimozione del materiale responsabile dell’incremento del rateo di dose, in seguito al quale i valori di radioattività risultavano compatibili con il fondo così come era stato riportato nella relazione.

Scrive Arpacal nelle conclusioni di oggi “le misure radiometriche eseguite dopo la rimozione di materiali presenti nell’area, mostrano una consistente diminuzione dell’incremento di dose. Pertanto le osservazioni sperimentali registrata in data 28 e 30 marzo 2018 descrivono una situazione dal punto di vista radiometrico praticamente statica nel tempo rispetto al 2010”

Per questo, evidentemente, quella messa in sicurezza da parte di Syndial è ritenuta “inutile” da Arpacal, visto che dopo alcuni anni i livelli di radioattività della zona tornano sopra il limite. Addirittura nella zona denominata A2, arenile nei pressi della foce del fiume Esaro, i livelli di radioattività sono quatto volte superiori al fondo naturale.

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