Crotone,
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Depurazione, maximulta della Ue all’Italia: tra i Comuni “colpevoli” Crotone e Mesoraca

Il depuratore di Crotone

Ci sono anche i Comuni di Crotone e Mesoraca tra i “colpevoli” per i “25 milioni di euro che l’Italia deve pagare e una sanzione di oltre 30 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nell’attuazione di misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2012 ovvero per violazione della disciplina UE in materia di trattamento delle acque reflue urbane” come sottolineato da Laura Ferrara, eurodeputata del MoVimento 5 Stelle. “Più volte ho lanciato l’allarme circa la possibilità di questa pesante rivalsa in termini economici che va ad aggiungersi ai chiari danni ambientali derivanti da un sistema depurativo carente così come confermato dalla stessa Corte di Giustizia europea. In Italia permangono in situazione particolarmente grave ben 74 agglomerati dei 109 a cui si riferiva la sentenza di ben 6 anni fa”. Di questi 74 ben 13 sono in Calabria. La Regione ed i Comuni interessati hanno avuto a disposizione 6 anni e svariati milioni di euro stanziati proprio con l’obiettivo di risanamento.

Lo Stato – dice Laura Ferrara – potrebbe applicare il diritto di rivalsa sui soggetti responsabili delle violazioni Ue, quindi nei confronti diretti della Regione Calabria o dei Comuni interessati dalla sentenza della Corte di Giustizia europea del 19 luglio 2012. Gli agglomerati calabresi con sistemi depurativi inadeguati e rientranti nella sentenza erano 18: Acri, Bagnara Calabra, Bianco, Castrovillari, Crotone, Lamezia Terme, Mesoraca, Montebello Ionico, Motta San Giovanni, Reggio Calabria, Rende, Rossano, Santa Maria del Cedro, Scalea, Sellia marina, Siderno, Soverato, Strongoli. A oltre 6 anni da quella sentenza 13 di questi, non solo continuano ad essere non in regola, ma non hanno ancora iniziato a svolgere alcuna attività necessaria ad un ripristino funzionale dei propri sistemi depurativi, negli altri “casi” la situazione non è migliore ed i vari iter procedurali vanno a rilento tra commissariamento degli interventi e ricorsi giudiziari. Bisogna ricordare che sulla Calabria ora pesa una seconda procedura d’infrazione, la 2014/2059 in cui restano, per quanto ci è dato conoscere, 108 agglomerati a cui potrebbero aggiungersene altri 30. La Regione aveva annunciato un finanziamento di 260 milioni per sanare queste situazioni. Un finanziamento rimasto per ora solo un annuncio. Ho chiesto alla Commissione europea se è a conoscenza del cronoprogramma dettagliato dell’investimento – conclude la Ferrara – e se lo ritiene risolutivo delle problematiche depurative degli agglomerati calabresi coinvolti nella procedura 2014/2059”.