Crotone,

Crotone, riconosce il suo torturatore libico nel campo di Sant’Anna e lo fa arrestare

La conferenza stampa

Ha riconosciuto il suo torturatore incrociandolo nel campo di accoglienza di Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

Un cittadino somalo, arrivato con la nave Ocean Viking a Taranto e trafertio a Crotone, si è ritrovato davanti l’uomo che in Libia lo aveva torturato in un campo profughi (safe house). Così si è rivolto subito alla Polizia che, grazie agli investigatori della Squadra Mobile guidati da Nicola Lelario, in poco tempo ha raccolto gli indizi a carico del torturatore libico e questa notte ha fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo.

Il libico, che era ospite del campo di accoglienza di Sant’Anna da qualche settimana, a sua volta aveva riconosciuto nel ragazzo somalo una delle sue vittime e per questo aveva chiesto il permesso di uscire dal campo. Acclarata questa richiesta, il sostituto procuratore della DDA di Catanzaro, Paolo Sirleo, ha emesso un provvedimento di fermo d’urgenza, eseguito questa notte dagli uomini della Mobile della Questura di Crotone.

Al libico, Alhasaeri Wael Ghali Maosud, 37 anni, vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e concorso in tortura con altre persone in via di identificazione.

Il ragazzo somalo ha riconosciuto “Peter” o “Boss”, come veniva chiamato nella safe house in Libia, e lo ha affrontato. All’inizio il libico, che era nel campo di Crotone con la sua famiglia, ha cercato di negare, poi ha offerto soldi al ragazzo somalo e, infine, lo ha minacciato di fargli passare cose peggiori di quelle già subite.

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