Crotone,
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Crotone, processo “Six Towns”: è stato il giorno di Pino Vrenna

Al processo “Six Towns”, scaturito dall’omonima operazione della DDA di Catanzaro, è stato il giorno della deposizione dell’ex boss di Crotone, Pino Vrenna, ora collaboratore di giustizia che ha deposto in collegamento video da una località protetta. Pino Vrenna è stato ascoltato, in particolare, per le sue dichiarazioni rese nei verbali e che riguardano uno degli imputati, il sostituto commissario della Polizia di Stato, ora in pensione, Rosario Aiello.

Aiello deve rispondere delle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e, in particolare, di aver favorito la latitanza di Francesco Oliverio, il presunto capo della cosca di Belvedere Spinello oggi anche lui collaboratore di giustizia.

Vrenna ha risposto alle domande del pm della DDA Paolo Sirleo sulla figura del poliziotto in pensione.

“Ho conosciuto Aiello perché mi controllava quando ero sorvegliato speciale” ha detto Vrenna che poi ha, invece, ricostruito gli avvenimenti che hanno portato ad approfondire alcuni rapporti con Aiello. In particolare quando Vrenna decise di aprire una lavanderia industriale ebbe modo di incontrare Aiello e un altro poliziotto, col quale il sostituto commissario aveva una lavanderia in società.

L’ex boss di Crotone ha raccontato di un incontro avvenuto a casa di un amico comune nel quale Aiello e Vrenna (anche con toni accesi ha ricordato il pentito) avrebbero chiarito alcune cose visto che erano praticamente nello stesso campo imprenditoriale.

Poi, sempre su richiesta del pm, Vrenna ha ricordato che di Aiello “me ne parlò Guerino Iona negli anni ’90, disse che se avevo bisogno Aiello era un amico è una persona che si metteva a disposizione”. Su questo punto nel contro esame gli avvocati Saporito e Laratta hanno contestato alcune dichiarazioni del collaboratore. Così come hanno voluto che Vrenna chiarisse alcuni episodi raccontati in merito alle notizie acquisite dall’ex boss di Crotone prima dei suoi arresti del 2004 e del 2009 e sulle dichiarazioni del pentito Ferruccio Arcuri.

La tesi della difesa è che alcune date non concordino con il racconto di Vrenna.

Vrenna ha detto poi che aveva chiesto ad Aiello di fornirgli notizie sulle dichiarazioni di Arcuri, ma il poliziotto in pensione avrebbe detto non essere in grado di poter fornire questi dettagli “perché chi lo interrogava non era in buoni rapporti con lui. Dopo alcune ore mi disse che Arcuri stava parlando di affari in Sila e che io ero il capo di Crotone”.

Vrenna racconta di aver avuto notizie di imminenti operazioni che lo riguardavano sia nel 2004 “da un direttore di banca”, sia nel 2008, quando poi divenne latitante e venne arrestato a Cosenza nel 2009, “si vociferava di un mio arresto”.

Secondo il collaboratore di giustizia l’ex poliziotto gli avrebbe dato consigli nello stare attento in macchina e nell’uso dei telefonini.
Le difese hanno chiesto a Vrenna se ricordasse di un progetto criminoso per eliminare fisicamente il sostituto commissario Rosario Aiello, ma il collaboratore ha detto di non ricordare. Il Tribunale, in composizione collegiale (Mellace presidente, Cerreta e Bonfantini a latere) ha rimandato al prossimo 6 novembre quando è prevista la prossima udienza.